Angelo Branduardi


test alla cieca, 8 brani a sorpresa ascoltati e commentati da Angelo Branduardi

Messa da parte, almeno per un attimo, la consueta vena cantautorale, Angelo Branduardi si dà allesplorazione delle musiche del passato, orizzonte che, in ogni caso, ha sempre fatto parte del suo coltissimo songwriting. Si chiama Futuro Antico il progetto con cui Branduardi viaggia nel tempo cavalcando diversi generi e stili musicali. E oggi arriva al suo quarto capitolo, Futuro Antico IV Venezia e il Carnevale, interamente dedicato alla musica dei maestri di cappella veneziani del XVI e XVII secolo. Ad accompagnare il menestrello della musica italiana, lEnsemble Scintille di Musica. Noi, intanto, lo sottoponiamo a una serie di ascolti, rigorosamente a sorpresa.

 

1 — DONOVAN Catch The Wind

Donovan! È Universal Soldier, vero? No? Ma certo, è Catch The Wind! Insieme a Cat Stevens, Donovan è il mio punto di riferimento assoluto. Ho inciso la sua Canzone di Aengus il vagabondo su Branduardi canta Yates e lui mi ha fatto lonore di suonarla insieme a me su un palco in Germania. Unesperienza indimenticabile...

 

2 — ALMAMEGRETTA 47

Chi sono? Gli Almamegretta... li conosco solo di nome, ma non li ho mai ascoltati. Linizio del pezzo non mi sembra particolarmente interessante, ma quando entra la voce le cose cambiano radicalmente e il brano diventa molto affascinante. Tra laltro è cantato in un idioma, il napoletano, che alle mie orecchie suona molto esotico!

 

3 — GENESIS The Musical Box

Sono i Genesis, ma non ricordo il titolo di questo pezzo. Non ho mai avuto simpatia per il prog-rock che ho sempre trovato poco fluido, troppo complicato e artificioso. Li riconosco perché amo la voce di Peter Gabriel. Ma, a dire la verità, li sentivo vecchi già durante il loro periodo doro. Ai dischi del gruppo preferisco i lavori solisti di Peter Gabriel e Phil Collins.

 

4 — WU-TANG CLAN In The Hood

No, di fronte a questo pezzo, mi perdo! Non riesco proprio a immaginare chi possa essere. Wu-Tang Clan? Mai sentiti! Apprezzo e giustifico lorigine dellhip-hop. Ma vengo da tuttaltro tipo di mondo e quindi non è, come dicono gli inglesi, la mia tazza di tè. Alcuni di questi artisti hanno inventato un modo diverso di proporre la musica della strada e, a tratti, questa proposta è molto interessante. Giudico meno bene le variazioni melodicocommerciali di questo sound.

 

5 — LUIGI BOCCHERINI Quintetto sesto ut majeur, G 418

Potrebbe essere molte cose Mozart? No, è Boccherini! Avrei dovuto essere un po più attento. Sono appassionato di musica del 700, ma non mi piace, in genere, come viene proposta. Anche questa versione del Quintetto sesto ut majeur, G 418 non mi convince. Come molta della musica settecentesca avrebbe dovuto essere eseguita in maniera filologica per ottenere un suono meno rococò e più drammatico, insomma pervaso da quel senso di morte che serpeggiava allora.

 

6 — LAURENT GARNIER The Sound Of The Big Babou

Non so assolutamente chi sia. Questa musica, e in genere tutte le derive della techno, ha senso solo se viene ballata. Può essere che il suo scopo sia la ricerca della trance alla maniera dei rituali delle tribù primitive e in questo caso posso accettarla. Ma se sto fermo e lascolto, dopo pochi minuti rischio di tagliarmi le vene!

 

7 — NEIL YOUNG The Needle And The Damage Done

Una voce molto bella e familiare, un modo di suonare la chitarra molto americano, ma non mi sovviene. Chi è? Ma certo, Neil Young! Come ho fatto a non capirlo subito?! Nel campo della musica pop ascolto quasi solo donne americane! Comunque, molti anni fa, ho fatto una sorta di Crosby, Stills, Nash & Angelo suonando in tour con loro!

 

8 — LUCIO DALLA La sera dei miracoli

Lucio Dalla! Alcune sue cose sono bellissime, ma nellarco degli anni un po meno adesso credo sia stato uno dei cantanti considerati bravi per regio decreto. Insomma, nessuno si permetteva di criticarlo. Purtroppo la cultura italiana è stata troppo spesso vincolata a un certo tipo di critica di sinistra che ha determinato tali fenomeni.

lun, 12 mar 2007 - articolo di Mauro Petruzziello

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