Novastar
test alla cieca, 8 brani a sorpresa ascoltati e commentati da Novastar
Joost Zweegers, meglio noto come Novastar, è un musicista eclettico, un piccolo genio della scena belga. Prima di approdare a una major e pubblicare l’album d’esordio Another Lonely Soul, ha girato tutta l’Europa, chitarra alla mano, esibendosi nelle piazze davanti a curiosi e piccioni. Durante il suo passaggio a Roma, per il Festivalbar, lo abbiamo incontrato per sottoporlo al nostro test.
1 — CIBELLE Green Grass
Bella scelta, chi è? Mi piace, è malinconico, minimalista, e poi lei canta benissimo. Il pezzo ha un po’ di “spanish feeling”. Ah, è una cantante brasiliana? Non conoscevo questa canzone di Tom Waits, però è davvero molto bella. È piena di atmosfera, dal suono che ha è come se riuscissi a vederli seduti in un bar. Fa una strana sensazione ascoltare questo brano qui a Roma, sotto il sole cocente, non c’entra niente con una città così trafficata. Dà più l’idea di una spiaggia all’imbrunire.
2 — GREEN DAY Wake Me Up When September Ends
Mi piace questo pezzo, ha un che di beatlesiano (lo canta, ndr). Ma dovrebbe rimanere acustico, come l’intro. Non sono un fan dei Green Day, quello che fanno non è proprio nelle mie corde – in generale non amo la musica americana – ma quando è uscito questo brano ho pensato che fosse molto bello. Sono anche stati coraggiosi a fare un video del genere, affrontando il tema della guerra in un momento come quello che stavamo vivendo. Hanno acquistato credibilità ai miei occhi. Sono una grande band.
3 — COLDPLAY You Only Live Twice
Chi è, Robbie Williams? I Coldplay! Robbie aveva usato un campione di questo brano di James Bond per il suo Millennium! Questi sono i Coldplay dell’inizio, si può sentire. Qualche anno fa il produttore dei Pink Floyd mi invitò a passare del tempo con lui a Los Angeles. Andammo a vedere un concerto di beneficenza al quale partecipava anche un giovane e poco conosciuto Chris Martin, e lui mi disse “questo ragazzo è speciale, dagli un paio di anni”. E oggi è diventato il portavoce di una generazione!
4 — NATALIE MERCHANT Motherland
Bello, è Damien Rice, giusto? Ah no, è una donna! Canta come Damien Rice, un artista fantastico. Il brano è bellissimo, ma chi è? Natalie Merchant, ma certo è ovvio! Che stupido che sono, certo che è lei. Come si chiama la band dalla quale viene? 10.000 Maniacs. Lei ha una voce pazzesca, a volte te ne dimentichi, perché c’è così tanta musica in giro che alcune cose finiscono per essere messe da parte. Appena torno a casa tiro fuori il doppio album che ho della Merchant e lo riascolto con calma.
5 — DESERT SESSIONS Crawl Home
Non ho la minima idea di chi possa essere. Ah ok, le Desert Sessions, ne ho sentito parlare. È PJ Harvey che canta? Ha tantissimi fan in Belgio e in Olanda. Lei è stranissima, è bella e brutta allo stesso tempo, ha una voce che o la odi o la ami. A me piace molto. E c’è anche lo zampino di Josh Homme, lo riconosco perché ha prodotto il secondo album dei Millionaire, una band belga; ha un suono inconfondibile. Credo che un progetto come Desert Sessions vada visto e vissuto dal vivo.
6 — BECK Lost Cause
Sea Change, Beck, Lost Cause. L’ho suonata un milione di volte, è stata una delle più grandi fonti di ispirazione per il mio album, lo mettevo sempre su al termine delle session di registrazione, insieme a Human Conditions di Richard Ashcroft. Ho sentito che Beck ha scritto questo disco in un periodo di tempo molto breve, poco prima di entrare in studio, ma non si sente affatto! È un album completo, bellissimo. Questo brano è dedicato alla fine della sua relazione con Winona Ryder, parla di lei.
7 — DEATH IN VEGAS Dirge
Chi sono? Death In Vegas? Non li conosco bene, ma non vedo l’ora che parta il pezzo! (il brano invece sta per finire, ndr) Questo è una sorta di trip, creato partendo con una linea ripetuta poi all’infinito. Potrebbe essere il pezzo perfetto come chiusura di un concerto, perché la gente è già coinvolta, e per un musicista è divertente da eseguire. Mi piace, ma non è una canzone. Non finisce mai e non ha nessuna apertura. In pratica non succede niente.
8 — PRINCE Musicology
Ben Harper? No, è Prince! Grandissimo. Qui è tornato ai bei vecchi tempi. È un musicista grandioso, non l’ho mai visto live, ma i miei amici mi hanno detto che è pazzo. Un paio di anni fa ha fatto un megashow a Bruxelles, e subito dopo il concerto si è esibito in altri tre aftershow in giro per i locali della città. Mentre la gente stava ancora venendo via dallo stadio, lui era già sul palco dell’Archiduke a suonare, senza aver neanche fatto il soundcheck. E lo fa sempre. Non riesce a smettere di suonare!
ven, 7 lug 2006
- articolo di Tirza Bonifazi Tognazzi
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