Niccolò Fabi


test alla cieca, 8 brani a sorpresa ascoltati e commentati da Niccolò Fabi

1 — BEATLES You Never Give Me Your Money

Lannosa questione delle preferenze: Lennon o McCartney? Nel giro dei musicisti cè sempre stata una prevalente simpatia per John Lennon. In lui hanno riconosciuto un profilo intellettualmente più affascinante e unoriginalità maggiore nelle trovate, mentre McCartney sarebbe sempre stato più prevedibile e melenso. In questa diatriba non ci sono mai caduto. Anzi, ritengo che non esista un melodista più incredibile di McCartney. Allinterno della forma-canzone ha raggiunto la perfezione. Lennon, invece, era più rock e quindi più cool. Se vuoi, Lennon era lanello di congiunzione tra i Beatles e i Rolling Stones.

 

2 — FRANCESCO DE GREGORI / GIOVANNA MARINI Labbigliamento del fuochista

De Gregori ha rappresentato la romanità a cui mi sento più legato, grazie al suo modo di raccontare, a volte meravigliosamente sconclusionato, ma ricco, raffinato, diretto. Avevo solo sentito parlare di questo progetto. Noto che quando ha unespressione più popolare e si distacca dallossessione dylaniana, riesce a tirar fuori un modo di cantare meno ripiegato su se stesso, come nei suoi primi dischi. Allora ci si accostava ai cantautori in maniera diversa, spesso erano piccoli maître à penser mentre adesso siamo più simili a soubrette televisive e non per deficienze culturali o intellettuali, ma perché è cambiata la modalità di fruizione della musica.

 

3 — M.I.A. Galang

Beh, devo dire che non è un linguaggio musicale che ascolto spesso, anche se mi interessa molto. Cosè? Unartista anglocingalese Per quanto riguarda la contaminazione fra culture, la scena dei club londinesi è sempre stata più interessante di quella degli Stati Uniti. La discoteca è, a volte, un territorio meraviglioso per sperimentare, vista anche lora in cui si lavora: la notte. Se questo pezzo lo ascoltiamo alle cinque di pomeriggio, lenergia che sprigiona è radicalmente diversa da quella che nasce in piena notte. Ovvio che questa musica così fisica trova la sua compiutezza nei club, laddove il contesto non favorirebbe De Gregori e la Marini!

 

4 — RUFUS WAINWRIGHT Danny Boy

Ho qualche dubbio su chi sia Rufus Wainwright, certo! Mi ha tratto in inganno perché mi ricordava una sorta di Richard Ashcroft che fa il verso a Thom Yorke! Sento vicina alla mia sensibilità questa tipologia dautore, che ormai fa parte di una vera e propria area acustictraditional— alternative-rock. Ma non è un artista che ho seguito attentamente, semplicemente per un fatto di empatia istintiva. Mi sono avvicinato di più a Elliott Smith. La stessa cosa mi è successa con Devendra Banhart. Lho visto in concerto e mi ha convinto in pieno, ma quando ho ascoltato i suoi dischi mi sono reso conto che quel minimalismo dopo un po mi stufava.

 

5 — KATE BUSH King Of The Mountain

Kate Bush! Il singolo tratto da Aerial, vero? Ho ascoltato questo album e non mi ha fatto sobbalzare. Probabilmente avrà sentito pesantemente la responsabilità di fare un disco a distanza di undici anni dal precedente. In questo lavoro la sua sensualità vivace e zingaresca è stata un po mortificata. Nellalbum percepisco la voglia cristallina di esprimersi, ma leccessivo processo di raffinazione ha allontanato la potenza espressiva.

 

6 — ARCADE FIRE Neighborhood (Power Out)

Non conosco. Arcade Fire? No. Premetto che trovo fastidioso cercare parentele nella musica, comunque qui ci sento il ritorno dei tanto vituperati anni Ottanta, cavalcato dalle band del filone dei Franz Ferdinand. La comunicazione fa leva su archetipi emotivi eterni: se alcuni suoni hanno funzionato con la gioventù della mia generazione, negli anni Ottanta, possono funzionare anche con le nuove generazioni. È evidente, allora, che un ragazzo di 17 o 18 anni, che non sa chi siano i Soft Cell o i Talking Heads, sia catturato da questa musica.

 

7 — OTIS REDDING Ive Been Loving You

È incredibile quanto la nostra ricezione emotiva di alcune cose ormai è veicolata dal mondo pubblicitario, dalla comunicazione extramusicale! Per cui tutto un periodo musicale dalla Motown a Marvin Gaye, da Sam Cooke a Otis Redding ci arriva quasi esclusivamente tramite questo mezzo. Mi domando perché, quando sento questa musica, mi viene in mente la colonna sonora di un film di Hollywood o la pubblicità di un determinato prodotto. Luso che ne è stato fatto ha scavalcato il suo senso? Ma io credo, comunque, che questo tipo di sound abbia ancora un profondissimo valore.

 

8 — RETTORE Splendido splendente

Non la ascoltavo da tempo! Ovvio che, quando questo pezzo è uscito, i ragazzi che volevano suonare, non potevano comprendere il suo valore trasgressivo e la sua originalità non strettamente legata alla ricerca di qualità musicale. Adesso, invece, la Rettore ci arriva in virtù della riesumazione dei miti degli anni Ottanta, decade a cui lei è legata, e anche la sua carica eversiva si è un po annacquata a vantaggio del prodotto televisivo.

ven, 3 feb 2006 - articolo di Mauro Petruzziello

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