Cesare Basile
test alla cieca, 8 brani a sorpresa ascoltati e commentati da Cesare Basile
Il cantautore di Catania è appena tornato con un nuovo album, Hellequin Song, prodotto ancora una volta da John Parish. Ed eccolo alla prova dei nostri consueti ascolti a sorpresa.
1 — JOHNNY CASH The Mercy Seat
Johnny Cash è stato un maestro. Per tutti. Il suo contributo è insostituibile. Questa cover di The Mercy Seat è travolgente. La versione originale di Nick Cave è bella, ma questa è addirittura disarmante. Un pezzo che si offre senza difese, e che non lascia all’ascoltatore possibilità di difesa.
2 — DOMENICO MODUGNO Vitti ‘na crozza
Domenico Modugno! Il dialogo di un passante e un teschio sopra un cannone. Nell’animo di noi siciliani è profondamente radicato questo senso di morte, vissuto non come pena, ma con fatalismo. Quasi una forma di confidenza. Tomasi di Lampedusa diceva, infatti, che i siciliani amano il sonno perché assomiglia alla morte.
3 — JUSTIN TIMBERLAKE Cry Me A River
Non lo riconosco, ma la voce mi è familiare. Ha qualcosa a che fare con la Motown? Justin Timberlake? Più che alle nuove forme di R&B sono legato al suono nero classico, quello di Marvin Gaye, ma anche Diana Ross. Nonostante l’attitudine al movimento ho sempre percepito la valenza tragica di questa musica, forse perché la sua natura fortemente fisica smuove più profondamente certe corde.
4 — EELS Thas Not Really Funny
Li conosco, ma chi sono? Il mio approccio alla musica è talmente disordinato: riesco ad ascoltare per anni i dischi senza mai guardare i titoli. Insomma, chi sono? Gli Eels, ma certo! Tra l’altro questo pezzo è tratto dall’album prodotto da John Parish e lui mi raccontava che proprio questa canzone è stato realizzata nel salotto di casa sua!
5 — CASINO ROYALE Protect Me
Non so chi siano, ma non mi fanno impazzire. Casino Royale? Interessante la loro iniziativa di offrire su internet file musicali che gli utenti possono remixare. Anche Marco Parente lo ha fatto. Forse per eccessiva riservatezza, io non ho né questo atteggiamento né questa necessità. Probabilmente è dovuto anche al fatto che non frequento molto la Rete.
6 — CALEXICO Guero Canelo
Messico! Da quel poco che so, il Messico condivide con la Sicilia quel rapporto con la morte di cui parlavamo prima. In molta iconografia messicana puoi vedere scheletri che danzano o prendono l’autobus. Insomma una maniera per “addomesticare” la morte, uno dei grandi rimossi della nostra quotidianità. Anzi io sostengo che il capitalismo nasce per sconfiggere morte. Comunque in un’intervista i Calexico hanno dichiarato di conoscere la mia musica.
7 — AT THE DRIVE-IN One Armed Scissor
Proprio non li conosco, ma queste chitarre mi piacciono.Chi sono? At The Drive-In? Ma certo, come no! Tutta la scena a cui appartengono mi dà l’idea di grande sincerità, ed è sostenuta da una gran bella attitudine.
8 — BANDA IONICA Per Domenico Morelli
La Banda Ionica! Molto bello.Un tuffo nell’infanzia. Sono cresciuto a Misterbianco, un paesino vicino Catania, dove nel periodo pasquale la processione del Venerdì Santo, con le bande che diffondevano questi suoni, erano scioccanti ma affascinanti. Noi bambini le seguivamo non con devozione – sentimento che non potevamo ancora avere – ma sentendoci parte di un evento collettivo.
ven, 13 gen 2006
- articolo di Gabriele Guerra
Mauro Petruzziello
Tag: Cesare Basile
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