Francisco


test alla cieca, 8 brani a sorpresa ascoltati e commentati da Francisco

Dj, producer, manipolatore di suoni (suoi alcuni remix di Erlend Øye, Adult., Garbage), ma soprattutto navigatore interstellare sospeso tra vintage e futuro. Con Mat 101 e Jolly Music ha definito una via italiana alla dance. Ora pubblica Music Business, il suo primo album solista. E si sottopone a una ricca dose di ascolti a sorpresa.

 

1 — ALDEN TYRELL There May Be Dark Days Ahead

Ma è identico a un pezzo a cui sto lavorando in questo momento! Non conosco, ma è molto bello. Dà lidea di un b-movie italiano.Alden Tyrell? Ma certo, lo conosco! Una produzione olandese,delletichetta Clone, vero? È uno degli artisti a cui mi sento più vicino.Non mi dispiace che si appropri di questo sound, tipicamente italo-disco, visto che lo fa con latteggiamento giusto. In definitiva la musica è di tutti!

 

2 — GORILLAZ Dare

I Gorillaz! Ho ascoltato questo album durante un viaggio in macchina: alcune tracce mi sembrano molto convincenti, altre un potroppo inglesi per i miei gusti. Faccio un esempio: tutto quel gusto dub proprio non mi appartiene, ma capisco che a Londra sia connaturato a un certo tessuto sociale la comunità giamaicana e quindi imprescindibile. Questo pezzo in particolare, a causa delleffetto tormentone, mi ha un po stancato.

 

3 — BELLE & SEBASTIAN This Is Just A Modern Rock Song

No, non mi viene in mente. Belle & Sebastian? Sì, credo di avere solo un loro disco. Alcune cose mi piacciono, ma alla lunga mi intristiscono. Apprezzo il loro mondo sonoro, forse il cantato mi risulta un po stucchevole.

 

4 — THOMAS/MAYER Because

Non conosco. Potrebbe essere qualcosa delletichetta Get Physical o della Kompakt, vero? Kompakt, certo! Non lho mai seguita più di tanto.Trovo il loro minimalismo un po pop rispetto a quello realmente ipnotico di Richie Hawtin o Ricardo Villalobos. E poi preferisco i suoni analogici a questi suoni digitali.

 

5 — GIL SCOTT-HERON The Bottle

Gil Scott-Heron! Mi piace molto quel tipo di scena americana degli anni Settanta. La sua voce è meravigliosa, il suono è caldo e avvolgente, gli strumentisti sono eccezionali. Un classico che non invecchia. Da qui sono partite tutta una serie di derive sicuramente molto importanti.

 

6 — LINA SASTRI Passione

Napoli! Questo pezzo non lo conosco. Non ascolto molto la musica tradizionale, neanche quella legata alla mia città, Roma.Il discordo delle musiche etniche e tradizionali è un popericoloso: a un certo punto è diventato una moda e mi ha annoiato.Odio lesotismo forzato: mi fa ridere, ad esempio, vedere alcune persone che si atteggiano e si vestono da indiani,ascoltano solo musica indiana. Come se vedessi un indiano che canta stornelli e mangia la carbonara.

 

7 — VERDENA 40 secondi di niente

Non so se riesco a riconoscere questo pezzo... Ma sono i Verdena? Con i Marlene Kuntz e gruppi del genere fanno parte di un circuito italiano che ho seguito poco. Sono bravi, ma mi fanno pensare allestetica delluniversitario, magari bolognese. Questo suono per un periodo mi ha interessato, ascoltavo molto i Sonic Youth. Ma ho un atteggiamento meno serioso rispetto alla musica, sicuramente più ironico.

 

8 — DEE D. JACKSON SOS Love To The Rescue

Oddio non ricordo il nome! Dee D. Jackson: ho anche il vinile di questo pezzo.Mi piace! Questo suono è molto importante per tutti coloro che hanno recuperato litalo-disco.Un pokitsch,ma forte! Ma se fossi stato giovane a quel tempo non so se avrei vissuto la disco come la vivo adesso.Magari se nel 1980 avessi avuto trentanni lo Studio 54 mi avrebbe fatto schifo perché pieno di fighettini. Forse sarei stato un seguace della no-wave!

ven, 9 dic 2005 - articolo di Mauro Petruzziello

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