Il Nucleo


test alla cieca, 8 brani a sorpresa ascoltati e commentati da Il Nucleo

1 — JENNIFER GENTLE Universal Daughter

Luca: Somiglia molto a una serie di ascolti fatti allepoca di Meccanismi, il primo album, anche grazie al nostro produttore Luca Pernici che è un collezionista di dischi. Il primo riferimento che mi viene sono le ballad involute di Syd Barrett o i primi Pink Floyd: mi piacciono moltissimo, ne parlerei per ore. Sono italiani? Allora sono i Jennifer Gentle! Molto interessanti...

 

2 — TRAVIS Turn

Andrea: Bellissimo. Questo disco lho macinato a forza di ascoltarlo. Per le atmosfere pacate e le aperture melodiche li considero una delle alternative più fresche allinterno del rock cosiddetto classico. Soprattutto in questo nostro secondo album ci sono stati parecchio dispirazione.

Mauro: Dal vivo poi sono molto comunicativi. Secondo me rendono anche dieci volte meglio che in studio.

 

3 — MAX RAABE ...Oops I Did It Again

A: Lo conosco, ma non mi viene il nome. Questa è una canzone di Britney Spears, rifatta in stile anni 20, un modo simpatico per sbeffeggiare certi fenomeni pop iperprodotti. Se facesse lo stesso con il Nucleo? Magari! Anche per scoprire il lato più demente e stupido delle nostre canzoni, sarebbe interessante.

Marcello: La sua cover più famosa era Sex Bomb.

 

4 — SOUNDGARDEN Jesus Christ Pose

A: Sembrano gli Smashing Pumpkins...

L: No, i Soundgarden! Gli altri mi prendono sempre in giro perché tutte le idee che porto al gruppo vengono più o meno dal grunge, e non passano mai! Fu una stagione breve ma intensa, giunta secondo me al culmine con i Temple Of The Dog, con Eddie Vedder e Chris Cornell insieme, questultimo ai suoi vertici vocali.

 

5 — MARCO MASINI Meglio solo

A: Cosè, Masini? Mah... mi ricordo solo la malinconoia e le mie amiche disperate che lo scrivevano sui diari. Diciamo che fra gli autori italiani abbiamo frequentato altre cose. Io soprattutto Battiato, De Gregori...

L: E della nuova generazione Silvestri, Gazzè e Morgan, molto coraggioso col suo cover-album di De André.

 

6 — ROBERT PLANT All The Kings Horses

L: Forse qualcosa dei Led Zeppelin, oppure Plant solista... Beh, i primi quattro dischi degli Zeppelin sono delle pietre miliari del rock, dopo non li ho approfonditi molto. La voce di Plant però mi pare integra ancora oggi.

A: Allinizio mi ha ricordato un disco che sto ascoltando molto, chitarra e voce, di Devendra Banhart. Un lavoro davvero stupendo, che senti a fior di pelle.

 

7 — MAXIMILIAN HECKER Birch

L: Ricorda un po i Radiohead di OK Computer, ma anche qualcosa dei Coldplay.

Mar: È tedesco? Ora che me lo dici in effetti si sente, la melodia ha uno stampo nordico, tipo certe cose dei Notwist o dei Kings Of Convenience.

Mau: Comè che si chiama? (prende nota interessato).

 

8 — GIARDINI DI MIRÒ The Confortine Of A Trasparent Life

Mar: I Giardini? Certo, sono delle nostre parti! Paradossalmente sono più conosciuti allestero che da noi, mi pare che in Germania e Grecia facciano dei pienoni. Li ho visti al festival Tora! Tora! e sono rimasto affascinato dal loro live scarno ma di grande energia. Si scambiano gli strumenti, sperimentano: è un concerto fisico e interessantissimo.

ven, 24 giu 2005 - articolo di Gabriele Guerra

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