MARADONA - LA MANO DE DIOS

Marco Risi

MARADONA - LA MANO DE DIOS

Voto: 3/5

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Nellimmagine più bella del film il piccolo Dieguito e il vecchio Diego si incontrano sul prato della Bombonera, il tempio del calcio del Boca Juniors di Buenos Aires. Lo stadio è deserto. Il bimbo al centro del campo, sovrastato dalle tribune vuote, sogna un giorno di essere lui ad agitarle e colorarle con il delirio per le sue gesta sportive. Ladulto invece è alla deriva, vittima dei suoi vizi, lungo e disteso sullo stesso prato dopo una crisi cardiaca vissuta la sera del capodanno 2000. Sono i due estremi di una stessa parabola e lincontro onirico, irreale, avviene nel luogo che è stato insieme teatro dei sogni fanciulleschi, della realtà delladolescente prodigio, e del declino delluomo, quando come illustre tifoso, isterico e ingrassato, dava spettacolo poco edificante in tribuna. Il regista Marco Risi ha scelto questa strada, ricca di flashback e di rimandi, per raccontare i momenti fondamentali della vita di Diego Armando Maradona, una vita talmente densa di altari e di polveri, di stalle e di stelle, che farci un film era e resta, anche dopo La mano de Dios, anche dopo lottima interpretazione di Marco Leonardi unimpresa praticamente impossibile.

 

Le polveri, dicevamo. Da quella di Villa Fiorito, baraccopoli povera degli inizi, a quella bianca come la cocaina, che insieme alle traversie familiari, alle crisi, poteva essere materia di mille puntate di una telenovela sudamericana. Ma forse di scarso interesse per il pubblico, a giudicare dai momenti di stanca del film. Le stelle, cioè le imprese sportive di un atleta assolutamente geniale, sopra le righe, irripetibile: anche qui talmente tanto calcio da non starci dentro in così poco tempo. Il tema del doppio è sempre presente: lidolo sportivo e pubblico contro luomo privato e fragile. Per raccontare due anime così lontane bisognerebbe inventarsi dieci minuti di calcio impossibile. Ci vorrebbero un gol rapinoso, accarezzato con la mano, e subito dopo un altro, sublime, con cinquanta metri di campo a perdifiato, 7-8 dribbling, il portiere messo a sedere e la palla in rete, realizzati in rapida successione magari nella partita di calcio più importante della tua vita. Come fece Maradona contro lInghilterra ai mondiali del Messico nel 1986. Ecco perché era impossibile farci un film: perché nessuna finzione può avere la stessa devastante potenza della realtà.

mar, 17 apr 2007 - articolo di Gabriele Guerra

Tag: maradona  film  Movies

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