Devics

Push The Heart

Bella Union

Voto: 4/5

Bellezza e disperazione. Anzi, linfinita bellezza della disperazione. Più dimesso del precedente The Stars At Saint Andrea, Push The Heart non cerca la pacificazione col mondo, ma la resa definitiva, labbandono in un mare immobile di stagnante dolcezza. Canzoni in punta di sussurro, piccole e tristi come la luce che si posa su cineseria polverosa daltri tempi, storie damore e di vite perfettamente irrisolte, atmosfere cinematografiche, qualche impennata che rende virile la malinconia prima di ricadere in un baratro dove i Coldplay e i Cousteau incontrano lo slowcore americano. Canzoni che quasi si vergognano della loro bellezza (Song For A Sleeping Girl, Distant Radio). Non cè via di scampo: ad un tratto la voce di Sara Lov, un fantasma gentile che infesta tutto il disco, sussurra La foglia che cade nemmeno prova ad aggrapparsi a ciò che la tiene viva. E capisci che la via di scampo non è stata nemmeno cercata.

ven, 3 feb 2006 - articolo di Mauro Petruzziello

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