BABADOOK

Jennifer Kent

BABADOOK

Voto: 4/5

Rimasta da poco vedova, una giovane madre inizia a risentire della solitudine e del suo stato precario (la mancanza di tempo e di sonno, l’incertezza del lavoro, la responsabilità di un figlio iperattivo e con problemi comportamentali). Sull’orlo di una crisi di nervi s’imbatte in un oscuro libro di fiabe tenebrose che è ancora tutto da scrivere e che porta con sé un mostro pronto a divorare e possedere chi lo lasci entrare. Scritto nel 2005 da Jennifer Kent per il cortometraggio Monster, il soggetto viene adattato dieci anni più tardi dalla stessa cineasta per il suo debutto in lungo, che la vede dirigere ancora una volta la magistrale Essie Davis, protagonista del corto.

 

Si dice che Jennifer Kent abbia capito di voler diventare regista dopo aver visto Dancer In The Dark di Lars von Trier il quale, venuto a sapere delle sue aspirazioni, l’assoldò come aiuto regista durante la lavorazione di Dogville. Babadook è il naturale passo successivo di Kent: un horror che ha per protagonista una donna che deve sopravvivere con i propri mezzi in un mondo terribile e terrificante. Ed è proprio in questa chiave di lettura che si cela tutto il fascino di questo piccolo film indipendente che sta riscuotendo critiche positive in ogni dove.

 

Esaminando Babadook a freddo vengono in mente Jack e Danny e l’Overlook Hotel, per quel dubbio tra l’avere a che fare con vere presenze mostruose o “solo” con una persona che sta per perdere la ragione. Il caso di Amelia e Samuel, la madre e il figlio del film di Kent, si offre anche a una lettura che va oltre il cinema e che affronta quella cronaca (nera) piena di storie di mamme-killer che uccidono le loro creature in un attacco di follia. Considerate l’ipotesi, prima di entrare nell’oscuro mondo e nella labile mente della protagonista di questo interessante horror australiano.

mer, 15 lug 2015 - articolo di Tirza Bonifazi

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