GOING CLEAR: SCIENTOLOGY E LA PRIGIONE DELLA FEDE

Alex Gibney

GOING CLEAR: SCIENTOLOGY E LA PRIGIONE DELLA FEDE

Voto: 3/5

“Se chiedi a un ebreo, a un cristiano o a un musulmano in cosa credono, praticamente sono in grado di descriverti in un minuto o due i cardini della loro religione. In cosa crede un adepto di Scientology? Devi restare in Scientology sette, otto anni e versare qualche centinaia di migliaia di dollari prima di apprendere finalmente la storia di Xenu”. A volte basta farsi domande semplici per comprendere, con altrettanta semplicità, lo stato delle cose. Lo sa Tony Ortega, giornalista americano dal 1995 sulle tracce della “chiesa” di L. Ron Hubbard, e lo sa il regista Alex Gibney, che con la stessa, elementare semplicità confeziona un documentario – Going Clear: Scientology And The Prison Of Belief, ispirato all'omonimo libro del 2013 del giornalista Lawrence Wright e presentato all'ultima edizione del Sundance Film Festival – che scava nella storia di uno dei culti pseudo-religiosi più controversi dell'ultimo secolo. 

 

Lo fa mettendo a nudo i fatti e lasciandoli esposti perché ognuno possa trarre le proprie conclusioni. Evidenziando i due capitoli fondamentali di una storia nata dall'umano bisogno di trovare un significato alla sofferenza e all'esistenza, dal desiderio di cancellare i brutti ricordi delle vite presenti e passate anche a costo di sacrificare la libertà personale. Contrapponendo le due anime, quella “speculativa” di L. Ron Hubbard, ex-adepto di Aleister Crowley ed ex autore di romanzi di fantascienza, riciclatosi in creatore di uno pseudo-credo, e quella “pragmatica” di David Miscavige, il successore mai designato, il businessman con deriva dittatoriale, il nuovo volto di una confessione sempre più simile a un'organizzazione militare, i cui brutali effetti collaterali cominciano a minarne l'impalcatura. 

 

Non cerca lo scoop, Gibney, lascia che siano i documenti, qualche (in)attesa rivelazione e le voci di chi da Scientology è fuggito non senza spiacevoli conseguenze, dal regista Paul Haggis all'ex comandante in seconda Marty Rathbourn, dall'attivista Sylvia Taylor all'attore Jason Beghe, a svelare il lato oscuro di una illusoria promessa di salvezza “fondata su invenzioni, paura e frode fiscale”. Ovvero il timore di ritorsioni e macchinazioni distruttive. Fatte senza sconti, anche se gli adepti irriducibili continueranno a negarlo e a nascondere tutto dietro un bianchissimo sorriso.

mer, 24 giu 2015 - articolo di Daniela Liucci

Commenti

  • Fabrizio D'Agostino
    Fabrizio D'Agostino
    5 luglio 2015, 15:51
    DICHIARAZIONE RIGUARDANTE IL FILM “GOING CLEAR”, DI ALEX GIBNEY Il film Going Clear viene presentato come un documentario sulla Chiesa di Scientology. Lo stesso regista, il sig. Alex Gibney, è conosciuto come documentarista. Date le due premesse, sarebbe logico aspettarsi che Going Clear sia un documentario basato sui fatti, invece non lo è per i seguenti motivi: 1) il film del sig. Gibeny si basa sul libro del sig. Lawrence Wright che contiene oltre 200 errori e travisamenti dei fatti. Per documentarli, la Chiesa di Scientology ha creato un libro bianco che ha messo on-line; [www.laurencewrightgoingclear.org; in italiano: http://verbavolant.org/LWGC/]; 2) tre testimoni chiave, sui racconti dei quali si basa il film, sono stati rimossi oltre 10 anni fa dai loro incarichi ecclesiastici per flagrante incompetenza, disonestà e misfatti. La loro campagna contro la Chiesa di Scientology non è un atto di giustizia ma il frutto della loro volontà di vendicarsi; oltre a ciò, hanno pubblicamente ammesso di essere dei bugiardi e due di loro pure spergiuri. Le loro testimonianze non sono attendibili e qualsiasi loro dichiarazione non può essere ritenuta credibile. 3) il sig. Gibney non ha mai preso contatti con l’oggetto del suo “documentario”, ma ha preferito basarsi esclusivamente sui racconti non verificati di apostati, fornendo così una falsa rappresentazione della religione di Scientology; del suo fondatore, L. Ron Hubbard e dell’attuale leader, il sig. David Miscavige. 4) Il sig. Gibney ha rifiutato di rispondere a più di una dozzina di lettere con le quali la Chiesa di Scientology chiedeva di avere la possibilità di affrontare ogni accusa che le stava venendo rivolta; egli non ha mai neppure chiesto alla Chiesa di Scientology di verificare quanto stava venendo asserito su di essa dai suoi informatori e si è rifiutato di incontrare 25 persone che si erano recate a New York per parlargli e per rispondere in modo pertinente ad ogni singola accusa che viene riportata nel film. Le persone che non ha voluto sentire erano i figli, le ex-mogli, i superiori e i colleghi che hanno lavorato per anni con le sue fonti di informazione. Per i motivi suddetti Going Clear non può essere ritenuto un documentario, ma fiction. Come ha scritto L. Ron Hubbard, ci sono solo due test per sapere se una persona ha speso bene la sua vita. Il primo è: ha realizzato ciò che intendeva realizzare? E il secondo è: le persone sono felici per il fatto che ha vissuto? A testimonianza del primo punto abbiamo tutto il lavoro della sua vita che include oltre 10.000 scritti e 3000 conferenze registrate su Dianetics e Scientology. Come prova del secondo punto ci sono moltissime persone di ogni razza, età, ceto sociale e professione le cui vite sono dimostrabilmente migliorate. In merito al sig. David Miscavige si deve sapere che grazie alla sua illuminata leadership Scientology si è espansa più rapidamente negli ultimi 10 anni che nei precedenti 50 messi assieme. Per ciò che ha fatto e sta facendo, gli Scientologist di tutto il mondo nutrono il massimo rispetto per il sig. Miscavige. ------- Fabrizio D'Agostino Chiesa di Scientology di Roma Per approfondimenti: www.alexgibneypropaganda.com http://verbavolant.org/LWGC/ http://verbavolant.org/goingclear/ www.lronhubbard.it www.scientology.it

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