In Colour

Jamie xx

In Colour

Young Turks

Voto: 4/5

A dieci anni Jamie Smith chiese in regalo ai suoi genitori due piatti e un mixer. Insistette così tanto che suo zio, dj radiofonico, gliene regalò un paio dei suoi. Oggi il signor Smith ha ventisei anni e si fa chiamare Jamie xx, mostrando nel nom de plume la sua appartenenza a The xx, una band che con due album ha creato uno stile talmente personale, basato su un raffinato minimalismo, da essere già un marchio di fabbrica esclusivo. Su quei piatti sono passati molti vinili e il musicista inglese ha maturato un preciso e coltissimo punto di vista sul suono. 

 

Ha realizzato We’re New Here (2011), remix album basato su I’m New Here (2010) di Gil Scott-Heron, ha prodotto canzoni per Drake e Alicia Keys e rielaborato pezzi dei Radiohead. E, dopo una manciata di playlist disseminate su Spotify, dj set in giro per il mondo e singoli che hanno fatto gridare al miracolo, oggi approda al suo primo album solista. Non si tratta di una fuga dagli xx, visto che in alcuni episodi del disco prestano le loro voci anche gli altri due componenti della band, Romy Madley Croft e Oliver Sim, ma di un evidente desiderio di fuga dal minimalismo del gruppo. 

 

In Colour è un viaggio appassionato nei territori dell’elettronica: jungle (Gosh), electro che strizza l’occhio agli ultimi Everything But The Girl (SeeSaw), suoni della rave culture (Hold Tight), aperture quasi in odore di discomusic (Loud Places). Potrebbe sembrare una forma di bulimia sonora. Forse lo è. Ma l’istinto che la guida riesce poi a metabolizzare quanto viene ingerito, così l’album trova la sua coesione in un’attitudine mai cerebrale e sempre molto attenta al groove. Un eccezionale debutto su lunga durata. Talmente bello che, tenendo fede al titolo di uno dei pezzi, The Rest Is Noise, il resto è rumore.

mer, 24 giu 2015 - articolo di Mauro Petruzziello

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