Protestantesima

Umberto Maria Giardini

Protestantesima

La Tempesta Dischi

Voto: 5/5

Quando è uscito Protestantesima, il singolo che ha anticipato questo nuovo disco che porta lo stesso nome, abbiamo creduto di vedere una riconciliazione tra Umberto Maria Giardini e Moltheni, vecchio moniker con cui il musicista era conosciuto fino al 2010. Una volta ascoltato l’intero album abbiamo capito che non c’è storia. Né con Umberto Maria Giardini né con Moltheni. Perché questo disco è talmente avanti da sembrare un decisivo spartiacque: Protestantesima sta alla carriera di Giardini – o di Moltheni – come Pet Sounds sta a quella dei Beach Boys, come The Unforgettable Fire sta a quella degli U2, Ok Computer a quella dei Radiohead, Wow a quella dei Verdena e Fantasma a quella dei Baustelle. 

 

Il progetto di questo cantautorato siderale si costruisce su testi immaginifici e acidi (bimbi che diventeranno trans, pali infuocati nel culo, infradito e cocaina) e su musiche, meno immediate che in passato, nelle quali avviene una costruzione per stratificazione grazie ad arrangiamenti ardimentosi e sublimi di archi, Moog, percussioni e flauti. Si tratta di un lavoro da ascoltare nella sua compattezza, per apprezzarne il disegno e la volontà sperimentale, che al tempo stesso rispetta la forma-canzone, ma le infierisce profonde ferite con digressioni e code. Un album straordinario. A metà strada tra Caterina Caselli e gli Air, tra i Pooh di Parsifal e Bon Iver. Ma suonato con un’incredibile attitudine da una prog band aliena.

 

 

 

mar, 17 feb 2015 - articolo di Mauro Petruzziello

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