DRACULA UNTOLD

Gary Shore

DRACULA UNTOLD

Voto: 2/5

Il Dracula “mai raccontato”, prima di Dracula. Alle origini storiche di Vlad III, prima di Bram Stoker e della sua leggenda romanzata. Parabola di un capo disposto a tutto – anche vendere l'anima a una specie di diavolo succhiasangue – pur di proteggere i suoi cari. Vlad, grande guerriero romeno con un duro passato nell'esercito turco, regna indisturbato nella sua Valacchia, siamo nel '400, attorniato da sudditi e famiglia felice quasi da pubblicità. Almeno fino al giorno in cui i turchi si rifanno vivi per reclamare, come da tradizione, mille giovani da crescere come soldati, incluso il piccolo figlio Ingeras. Scatenando la furia di una creatura invincibile, che però a fronte dei nuovi poteri rischia di perdere la sua umanità.

 

Prende le mosse da una storia vera, Dracula Untold, ma lascia subito un'ipotetica strada stile Il gladiatore o 300 – diciamo di genere “storico-cartonato” – diventando ben presto favola dark, horror e fantasy. D'altronde, dopo aver recentemente “inscurito” le gesta di Cappuccetto Rosso, della Bella Addormentata e di Biancaneve, e “supereroizzato” perfino Frankenstein, rendendolo agile e scattante, Hollywood non poteva certo resistere al richiamo di un nuovo principe delle tenebre. Chi meglio di Dracula può sfoderare un bel mantello rosso e l'epica di Thor, i super sensi e le evoluzioni di Superman, trasmutare ed essere maledetto come un X-Men, fare il verso a Twilight con il dilemma romantico “ti amo, ma ti succhierei il sangue”? Tutto insieme, chi più ne ha più ne metta. 

 

Stupendo per ambientazione, set naturali (Nord Irlanda) e la cura degli effetti speciali, Dracula Untold non convince nel suo mix di tutto il già "told" di cui sopra. Non riesce a contrapporre al carismatico protagonista, il gallese Luke Evans (Hobbit, Fast & Furious), un cattivo degno di nota (Dominic Cooper, non per colpa sua, quanto della sceneggiatura), né una controparte in amore all'altezza (Sarah Gadon, colpa sua e della sceneggiatura). L'esordiente regia di Gary Shore punta tutto sul divo da copertina, e non potrebbe essere altrimenti. Il resto scivola a strappi rapidi, un ritmo in cui neanche lo spunto più indovinato ha mai tempo di essere sviluppato a dovere. Reboot e remake non bastano più. Qui, a quanto pare, siamo alle origini di un nuovo filone di “Universal Monsters”, che tenterà di rinverdire le glorie horror che dagli anni '20 ai '60 – tra mummie, mostri della laguna, licantropi e uomini invisibili – terrorizzarono generazioni di spettatori. Riusciranno i nostri mostri...

mer, 29 ott 2014 - articolo di Gabriele Guerra

Commenti

  • Vlad
    Vlad
    3 novembre 2014, 13:32
    filmetto uguale a tanti altri. Peccato perche', e' inutile dirlo, sarebbe tra le figure horror più affascinanti mai viste. speriamo magari in qualche serie...

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