ELIZABETHTOWN

Di Cameron Crowe

ELIZABETHTOWN

Voto: 2/5

Qualcuno ha detto che cè una grossa differenza fra fallimento e fiasco. Inizia con questa frase il nuovo film di Crowe, storia di un ragazzo, Drew Baylor, che fa perdere alla società per la quale lavora circa 1 miliardo di dollari, perdendo di conseguenza lavoro e ragazza, e, proprio mentre sta pianificando il suicidio, scopre che il padre è morto. Lui, Orlando Bloom, lex Legolas de Il signore degli anelli, incontra lei, Kirsten Dunst, ex vergine suicida ed ex donna dellUomo Ragno, sul volo che lo porterà a Elizabethtown per il funerale del padre. In un turbinio di parenti chiassosi, feste di matrimonio e preparativi per la commemorazione, Drew trova conforto in Claire, che diventa la sua guida spirituale ed emotiva nel viaggio che cambierà la sua sorte. Ed è qui che entra in gioco la musica. Cameron Crowe è un genio nella scelta delle colonne sonore e ama soprattutto accostarle ai viaggi; indimenticabili le scene di Jerry Maguire in cui Tom Cruise canta Free Fallin di Tom Petty, e di Almost Famous in cui i ragazzi sul pullman cantano Tiny Dancer di Elton John. In Elizabethtown la musica, che tende a enfatizzare il suono dellAmerica rurale, diventa protagonista attraverso un viaggio e una mappa multimediale in cui per ogni luogo cè il pezzo giusto, una foto, due righe sulla storia del posto (a Memphis si menziona la morte di Jeff Buckley e la casa di Elvis). Un viaggio forse troppo breve e veloce, considerata la lentezza del film; Crowe sceglie il dettaglio minuzioso piuttosto che la focalizzazione dei personaggi, e solo la fotografia mozzafiato, la peculiare storia damore fra Drew e Claire e i cinque minuti di vera stand-up comedy di Susan Sarandon (la vedova Baylor), fanno la differenza fra fallimento e fiasco.

ven, 11 nov 2005 - articolo di Tirza Bonifazi Tognazzi

Tag: Movies

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