Lonesome Dreams

Lord Huron

Lonesome Dreams

recensione | IAMSOUND

Voto: 3/5

I Lord Huron mettono in musica un preciso itinerario: lo spostamento compiuto da Ben Schneider, loro fondatore, da Okemos (Michigan) a Los Angeles. In questo tragitto si risolve la polarità del loro suono: da un lato un nostalgico senso di fedeltà alla provincia e al suo immaginario; dall’altro una solare tensione verso un altrove – la grande città, il mare, un’altra dimensione dell’apertura dell’orizzonte a stelle e strisce –, che, una volta raggiunto, provoca un rimpianto, al tempo stesso leggero e struggente, per ciò che si è lasciato. Folk-rock, spesso epico, che evoca fattorie ma, talvolta, anche spiagge. In altre parole, cristallizzazione musicale dell’american dream che cuce insieme tanta letteratura americana.

 

Lonesome Dreams, primo album di un progetto che all’inizio vedeva il solo Schneider e successivamente si è allargato alla dimensione di una band, si pone nel solco individuato dai My Morning Jacket e poi reso più denso dai Fleet Foxes. Ma se nei lavori di queste ultime due band si potevano percepire occasionali divagazioni dal suddetto immaginario, i Lord Huron si fanno oltranzisti, dipingendo il perfetto quadretto di quello che viene definito Americana. E in questo si mostrano fortemente derivativi. Eppure, a riscattare il lavoro, vi è una palpabile onestà di fondo che si traduce un pugno di brani ben composti e suonati, piacevoli da ascoltare mentre si scrivono cartoline da un posto che forse non esiste, se non in queste canzoni.

ven, 1 mar 2013 - articolo di Mauro Petruzziello

Tag: Cd  Album

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