Directions

Massimo Giangrande

Directions

recensione / La pioggia dischi

Voto: 4/5

Esistono due scuole di pensiero nella produzione di un disco riguardo alla “purezza” del suono: una elimina respiri vocali e stridii di chitarre acustiche, l’altra li conserva intatti. Inutile dire che il nuovo album di Massimo Giangrande è la testimonianza di chi vede l’imprevedibilità del vibrare di una corda o di un respiro come suono autentico, e non rumore da rimuovere. A quattro anni di distanza dall’album Apnea, il cantautore romano si autoproduce, ma si lascia anche prendere per mano da Paolo Benvegnù, il quale lo affianca nel delicato compito. 

 

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Le direzioni intraprese in questo “road album”, come lo ha definito il suo stesso autore, sono molteplici. Directions è un Erasmus lessicale-musicale che mescola italiano, inglese e francese, quasi fosse un omaggio a quell'idea di Stati Uniti d’Europa a cui il nostro continente ambisce e che ancora non raggiunge. Il disco si concede una traccia strumentale quale Ménilmontant, e nel complesso la sua filigrana musicale è tutt’altro che mero accompagnamento. Down Down, ad esempio, sembra uscire direttamente da Ok Computer dei Radiohead, e nel viaggio c’è anche spazio per il jazz vocale di Le Poisson Dans Leau. Nel complesso le atmosfere sono sognanti e rarefatte, le incursioni di chitarre distorte sono centellinate, mentre la voce di Giangrande vola liberamente con quei passaggi al falsetto che sono sempre più la sua cifra stilistica. Il primo singolo estratto, La neve di Eva, è anche presente nel film di Massimiliano Bruno Viva lItalia: speriamo una buona vetrina per un cantautore che meriterebbe maggior considerazione. 

mar, 1 gen 2013 - articolo di Luca Cacciatore

Tag: Cd  Album  Massimo Giangrande

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