Joe Jackson
The Duke
Edel

Il segreto di The Duke è di natura cinematografica: il colpo di scena. Di brano in brano lo spettatore rimane incollato alla sedia grazie agli imprevedibili cambi di registro (rafforzati da comparsate di alto profilo). Isfahan è un brano strumentale dalle atmosfere mediorientali, abbellito dall'elettronica del berlinese Kris Ingram Lanzaro e dalla chitarra di Steve Vai in stile Jeff Beck. Il multiculturalismo tanto caro al Duca è l'altro elemento vincente. Si passa dal farsi di Caravan, con la splendida voce della cantante iraniana Sussan Deyhim, alle atmosfere portoghesi di Perdido, con la sensualità di Lilian Vieira e il suo collettivo Zuco 103. I Got It Bad (And That Ain't Good) esordisce come musica da camera dell'ottocento, e il violino stile Stéphane Grappelli di Mood Indigo sembra riportare tutto alle origini del jazz. Ma la chicca che non ti aspetti è sui titoli di coda: It Don't Mean A Thing (If It Ain't Got That Swing). Non solo l'ospite in questione è un altro neo adepto del jazz club, un inedito Iggy Pop, ma anche perché il brano più coverizzato del Duca viene riletto con un geniale miscuglio di stili e sonorità mai ascoltato prima. Degna conclusione di un tributo che rasenta la perfezione.
ven, 13 lug 2012
- articolo di Luca Cacciatore
Tag: Joe Jackson Album Cd
Commenti
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giuseppe30 luglio 2012, 15:24Ottima recensione, anche se non so se a Steve Vai piacerebbe sapere che ha suonato con lo stile di Jeff Beck!! : )
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Nicodemo31 luglio 2012, 11:23a me personalmente farebbe piacere!! :P
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