Daniel Cohen
CHEF
con Jean Reno

Da qualche tempo la cucina scatena le più ardite fantasie dell'uomo comune. Che sogna i fornelli, un cappellone bianco e un pubblico che apprezzi magie culinarie già diffusamente fotografate e pubblicate su Instagram. Di rendere un must-read il suo food blog. O di sfidare le celebrities a colpi di ricettari. E non importa se tutto il mondo è a dieta. Agli chef, quelli di professione, non rimane che trarre il meglio da questa nuova stagione di gloria, godersi le luci della ribalta e sgomitare per farle rimanere accese. Soprattutto se appartengono alla vecchia guardia, spesso costretta a far spazio alle più creative nuove leve. Chef, commedia del regista francese Daniel Cohen, è proprio una storia di sgomitate, un'ordinaria lotta a colpi di piatti tra generazioni, mode, novità e qualche cliché.
L'ambizioso e talentuoso cuoco autodidatta, il trentaduenne Jacky Bonnot (Michaël Youn), con il sogno di un ristorante da gestire e assoluta mancanza di fondi che lo costringe a sbarcare il lunario come può, incrocia il cammino del grande Alexandre Lagarde (Jean Reno), noto sovrano assoluto della cucina del Cargo Lagarde, alla ricerca di idee innovative per tenersi strette le tre forchette d'oro. A benedire il loro incontro scontro è la cucina molecolare, frontiera avanzata della gastronomia, potenziale portatrice di fama e grana, promotrice di un vortice di preparazioni, gag e sperimentazioni, in quello che si rivela presto un simpatico elogio della tradizione culinaria francese contro la fugacità e la mutevolezza dei trend. Con qualche ingrediente segreto come il buon interplay tra i protagonisti, il suadente commento sonoro di Nicola Piovani e la fotografia di Robert Fraisse che mostra una Parigi mai tanto golosa e invitante, al punto da far dimenticare qualche debolezza della sceneggiatura e l'unidimensioniltà di più di un personaggio. Peccati veniali, in fondo, per un film leggero e scacciapensieri che ha il pregio di regalare buonumore e scatenare una gran fame. O il desiderio di mettersi ai fornelli.
gio, 21 giu 2012
- articolo di Daniela Liucci
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