Nuri Bilge Ceylan
C'ERA UNA VOLTA IN ANATOLIA

Il regista turco (anche cosceneggiatore e montatore) Nuri Bilge Ceylan, che per questo film a Cannes 2011 si è guadagnato lo stesso Grand Prix Speciale della Giuria toccato quest'anno al Reality di Garrone, firma un personalissimo poliziesco che marcia al ritmo naturale della vita, rispettandone i "tempi tecnici" — alla lunga notte seguono l'alba, la stanchezza, un nuovo giorno — e di maturazione emotiva dei personaggi, dando però una continua e precisa sostanza al racconto con dettagli mai casuali, anche quando qualcuno scambia una chiacchiera che sembra solo buttata lì. Non si esplodono colpi di pistola, mentre quelli di scena lo fanno dentro, anche con effetto ritardato. Nonostante le auto, nessuno fugge e nessuno insegue, e il cast tutto al maschile — rischiarato solo due volte, illuminanti, da una ragazza e da una vedova — sembra muoversi sul palco di un teatro. E' un grande coro ma fatto di solisti, in cui anche l'idea di protagonista cambia come al passaggio di un testimone invisibile. O che, facendo più attenzione, si riesce a intravedere ogni volta che la verità tocca un volto.
ven, 15 giu 2012
- articolo di Gabriele Guerra
Commenti
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Ylmaz15 giugno 2012, 13:25lunghissimo e lento, ma vale la fatica, a patto di saper stare 2 ore e 40 con gli occhi e le orecchie bene aperti!! grande cinema, non le stupidaggini di hollywod...
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