Madonna
W.E.

Intorno a loro, uomini brutali, indifferenti, mai all'altezza più che delle aspettative (quelle sono fatte per essere deluse, come ripetono le protagoniste) dei più elementari e semplici bisogni: comprensione, empatia, solidarietà. E uomini pronti all'amore incondizionato, assoluto, dirompente, fonte di estasi assoluta come di privazione e sofferenza. La felicità ha sempre un prezzo? Ognuno è artefice del proprio destino? La morale di questo insolito incrocio di storie romantiche è lasciata al giudizio pubblico. Che tuttavia faticherà a trovarla nella caotica e melodrammatica sceneggiatura firmata con Alek Keshishian, a volte indecisa e incoerente, altre fin troppo scontata. Ma apprezzerà di certo la confezione elegantemente patinata fatta di fotografia glamour, primi piani che esaltano il linguaggio non verbale, attenzione quasi fetish per i dettagli (product placement incluso), stratagemmi à la Sofia Coppola di Marie Antoniette e meravigliosi costumi, opera di Arianne Phillips. Più che a un lungometraggio, W.E. somiglia a un videoclip di due ore perfettamente adattabile a una qualsiasi delle hit di Madonna. Provare per credere.
ven, 8 giu 2012
- articolo di Daniela Liucci
Commenti
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mauro11 giugno 2012, 14:01Il film non l'ho ancora visto, ma questa recensione mi sembra bellissima e molto intelligente. Credo che Daniela abbia toccato uno dei punti focali della carriera di Madonna: la necessità di identificarsi nei personaggi da lei creati, insomma una volontà di continua autobiografia.
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