W.E.

Madonna

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Voto: 2/5

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Come non mi accontento di essere la popstar più osannata e imitata al mondo e desidero un posto di rilievo anche nel cinema, Parte II. Dopo la buona prova ammettiamolo di Sacro e profano, Madonna torna dietro la macchina da presa per la reinterpretazione una delle più grandi storie d'amore di tutti i tempi, quella tra Edoardo di Windsor e la donna per cui nel 1936 rinuncia al trono, l'americana Wallis Warfield Spencer Simpson. Una storia di scandali, moralismo e sofferenza, spesso raccontata da un punto di vista prettamente maschile. Ms. Ciccone, invece, muta la prospettiva elevando la protagonista a simbolo universale di una personale definizione di femminismo. E Wallis nel film una splendida Andrea Riseborough le piace tanto, è quel modello di donna a cui ha tentato di somigliare per tutta la vita: anticonformista, a suo modo sfacciata, intelligente, elegante, distante in apparenza eppure estremamente appassionata e vitale, amate e odiata con la stessa intensità. Le piace al punto di duplicarla, crearle un più contemporaneo e complementare alter ego (Abbie Cornish), impegnato in altre battaglie ma dotato dello stesso, indomito spirito.

 

Intorno a loro, uomini brutali, indifferenti, mai all'altezza più che delle aspettative (quelle sono fatte per essere deluse, come ripetono le protagoniste) dei più elementari e semplici bisogni: comprensione, empatia, solidarietà. E uomini pronti all'amore incondizionato, assoluto, dirompente, fonte di estasi assoluta come di privazione e sofferenza. La felicità ha sempre un prezzo? Ognuno è artefice del proprio destino? La morale di questo insolito incrocio di storie romantiche è lasciata al giudizio pubblico. Che tuttavia faticherà a trovarla nella caotica e melodrammatica sceneggiatura firmata con Alek Keshishian, a volte indecisa e incoerente, altre fin troppo scontata. Ma apprezzerà di certo la confezione elegantemente patinata fatta di fotografia glamour, primi piani che esaltano il linguaggio non verbale, attenzione quasi fetish per i dettagli (product placement incluso), stratagemmi à la Sofia Coppola di Marie Antoniette e meravigliosi costumi, opera di Arianne Phillips. Più che a un lungometraggio, W.E. somiglia a un videoclip di due ore perfettamente adattabile a una qualsiasi delle hit di Madonna. Provare per credere.

ven, 8 giu 2012 - articolo di Daniela Liucci

Tag: Madonna  film  Movies

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Commenti

  • mauro
    mauro
    11 giugno 2012, 14:01
    Il film non l'ho ancora visto, ma questa recensione mi sembra bellissima e molto intelligente. Credo che Daniela abbia toccato uno dei punti focali della carriera di Madonna: la necessità di identificarsi nei personaggi da lei creati, insomma una volontà di continua autobiografia.

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