Valérie Donzelli
LA GUERRA E' DICHIARATA

Si può rivivere un grande dolore, una lotta senza quartiere a una malattia aggressiva raccontandoli come una favola? La giovane attrice e cineasta francese Valérie Donzelli non ha dubbi. A volte una storia personale, tragica ma illuminata da un sofferto lieto fine, merita un film. È un processo catartico, ma anche una dichiarazione universale di speranza e amore. E Dichiarazione di guerra, dietro un titolo che non lascia spazio a fraintendimenti, è proprio un film che parla d'amore, nelle sue molteplici e intense sfumature. Amore tra due persone, che riescono ad affrontare numerose bufere, allungandosi nuovamente la mano in caso di cedimento. Amore, puro e incondizionato, per un figlio di soli due anni ma già provato da un terribile male. Amore per la vita, nonostante le prove estreme a cui sottopone l'essere umano.
Con il figlio Gabriel nel cuore e nella mente, Valérie e il compagno Jérémie Elkaïm si reincarnano in Roméo e Juliette, tragici protagonisti di un amore nato per caso in un club e rinsaldato dalla nascita di Adam, simboli di un'ordinaria felicità finché un sospetto si trasforma in crudele conferma. E l'aggressivo tumore al cervello del bimbo diventa il nemico da combattere fino all'ultimo respiro, non importa quanto tempo sia necessario o quante volte bisognerà cadere e rialzarsi. Perché proprio a noi? chiede Roméo. Perché possiamo affrontarlo, gli risponde Juliette. E il lungo collage di fotogrammi dai colori saturi, dal retrogusto fiabesco ma mai stucchevole, impregnati di citazioni (Truffaut in primis), forti contrasti tra empatia e indifferenza, tra placide voci narranti e nenie appena sussurrate, vivacizzato da una colonna sonora che tiene coerentemente insieme Vivaldi, Bach, Morricone, Laurie Anderson e Sebastien Tellier, rafforza il concetto. Una guerra va combattuta fino alla fine con determinazione e solidità.
ven, 1 giu 2012
- articolo di Daniela Liucci
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