Simon Curtis
MARILYN
con Michelle Williams

Lei è così, spezza i cuori. Farà a pezzi anche il tuo. Una settimana. Sette giorni della calda estate del 1956 fanno un imprevisto e inatteso regalo al giovane e ambizioso aspirante filmmaker Colin Clark: le attenzioni della donna più desiderata al mondo. Marilyn Monroe atterra a Londra per girare Il Principe e la ballerina di Sir Laurence Olivier, con una valigia di insicurezze, insofferenze, timori e capricci, e due solerti guardie del corpo, la risoluta acting coach Paula Strasberg e il cinico socio Milton H. Greene. Se sul piano professionale nulla sembra girare per il verso giusto, su quello privato la nascita di un improbabile (e mai chiaramente definito) legame tra la diva delle dive e il giovane Colin sembra alleviare temporaneamente ogni sofferenza. Che sia un bagno nudi nel fiume, una chiacchierata notturna o una gita improvvisata, lontana dal set Marilyn sembra trovare la semplicità perduta. Almeno fino a che non terminano le riprese e il doloroso quotidiano riprende il suo corso.
Quello che per lei sarà un diversivo presto dimenticato per il ragazzo rimarrà un ricordo indelebile trasformato con il tempo in due libri, The prince, the showgirl and me: the Colin Clark Diaries e My Week With Marilyn, creta che lo sceneggiatore Adrian Hodges e il regista Simon Curtis lavorano e trasformano in Marilyn. Un film deciso a ricreare e incrociare più storie d'amore: quello assoluto di un fan per una star, quello contrastante di un'attrice per l'arte come per l'anonimato, quello quasi accecante di un regista per il cinema. Un film ambizioso ma fragile da un punto di vista narrativo, nonostante le solide performance dell'ottimo cast, da Judy Dench (nei panni di sua altezza Sybil Thorndike) e Kenneth Branagh (Olivier) al giovane Eddie Redmayne (Clark). Un film illuminato e salvato dalla magnifica presenza scenica di Michelle Williams, in grado di incarnare con devozione e un pizzico di necessaria incoscienza la donna e il mito tra innocenza e sensualità, ironia e acume, leggerezza e inquietudine. Sarebbe stato facilissimo inciampare in un pericoloso effetto caricatura e invece Michelle è Marilyn e Marilyn è Michelle.
ven, 1 giu 2012
- articolo di Daniela Liucci
Tag: film Movies michelle williams
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