Bloom

Beach House

Bloom

Sub Pop

Voto: 5/5

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Il 2010 è stato l'anno in cui il nome Beach House è diventato sinonimo di perfezione indie-pop. Il nome da pronunciare per ottenere istantanea credibilità musicale, quello da consigliare, da mettere in circolo, da far arrivare fino alle orecchie di celebrities più use al mainstream ma desiderose di sfoggiare gusti raffinati. Il loro Teen Dream, esaltato e osannato dal pubblico e dai critici più scettici, era la perfetta traduzione in musica del classico sogno di una notte di mezza estate da cui non ci si vorrebbe mai risvegliare. Tentare nel tempo di riproporne le altezze potrebbe risultare una missione fallimentare per molti, ma non per Victoria Legrand e Alex Scally, che senza troppi calcoli o particolari ambizioni, riescono a trovare il magico equilibrio tra vecchio e nuovo, e fissare nuovi standard.

 

Bloom, quarto album del duo di Baltimora, prodotto con il solito Chris Coady (Yeah Yeah Yeahs, Blonde Redhead) è l'astrazione di tutta una serie di sensazioni, lo sbocciare di pensieri ed emozioni in forma di elettro-pop cristallino e onirico, vagamente psichedelico e finemente vintage, coeso, coerente e mai ripetitivo. Tanto personale da costituire la definizione ultima del Beach House Sound: meditazioni ritmiche che si sintonizzano sulle pulsazioni cardiache per poi salire verso la testa, rarefarsi e trasformarsi in visioni e suggestioni secondo infinite direzioni e accostamenti. Il tutto disegnando accoglienti paesaggi crepuscolari.

 

Che siano le sintetizzazioni corali eteree e ascensionali di New Year e The Hours, le digitalizzazioni per tastiera di Lazuli, il tocco New Wave di Wild, le meditazioni pianistiche di On the Sea, l'immaginario dark di Troublemaker, il loop quasi lisergico di Irene o la vellutata accessibilità di Other People, la formula prova la sua efficacia. E la voce di Victoria, a metà tra Hope Sandoval e Nico, ambigua e mutevole libera melodie intrise di malinconico realismo, senso di perdita e disincanto. Un universo in cui, tuttavia, si possono comunque sconfiggere gli spettri e trovare una dimensione confortevole. E, perché no, anche esprimere desideri. Qualcuno potrebbe ancora avverarsi...

mar, 29 mag 2012 - articolo di Daniela Liucci

Tag: Cd  Album

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