AMERICAN PIE - ANCORA INSIEME

Jon Hurwitz e Hayden Schlossberg

AMERICAN PIE - ANCORA INSIEME

Voto: 2/5

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Il ritorno di una tradizione americana. Il destino delle commedie demenziali, qualunque sia la nazionalità, è spesso quello di accompagnare a lungo le generazioni che rappresentano. E anche quello di dividere l'opinione pubblica, venire bollate come basso intrattenimento, trasformarsi in fruttuosi franchise ed essere riabilitate dal tempo. American Pie, teen movie ormonale per eccellenza gli anni Zero (pur essendo del '99), come Porky's fu negli anni Ottanta, non fa eccezione. Tre film, quattro spin-off usciti solo in DVD e un quarto capitolo che promette scintille al botteghino. Qualunque sia il giudizio sul fenomeno, che lo si apprezzi o meno, una cosa è innegabile: questo quarto capitolo si poteva evitare. I suoi protagonisti potevano essere consegnati alla storia, le loro sorti lasciate all'immaginazione dell'appassionato e date in pasto a dubbi non per forza bisognosi di risposte. Risposte che, invece, arrivano puntuali e più che divertire lasciano una grande malinconia.

 

Affidato a Jon Hurwitz e Hayden Schlossberg, già artefici della saga Harold & Kumar, American Pie Ancora insieme, è una parata, scontata e prevedibile, di ironia esplicita e grossolana, sketch ricchi di autocitazioni, istinti animali in libera uscita, sesso come misura unica di tutte le cose e... calzini. A tredici anni dalla fine del liceo Jim, Michelle, Oz, Heather, Stifler (e sua madre) e tutti gli eroi di East Great Falls, il cast originale al completo, si ritrovano per un'allegra rimpatriata, ormai trentenni, con famiglie e/o carriere che assorbono le loro energie e frustrazioni, oltre che residui di adolescenziale vivacità in piena eruzione. La vita non sembra averli cambiati (sarà anche per una certa regressione voluta dalla sceneggiatura), nonostante le responsabilità richieste dall'età adulta e momenti critici. Come il fare i conti con la solitudine, la morte o un genitore da sostenere con una necessaria inversione di ruolo. Ed è proprio quando l'ovvia goliardia, le eccitazioni e le nuove tentazioni, lasciano spazio a una certa drammaticità, che tutto sembra più interessante. Per una commedia, non è certo il massimo.

mar, 8 mag 2012 - articolo di Daniela Liucci

Tag: film  movies

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