Daniele Vicari
DIAZ - DON'T CLEAN UP THIS BLOOD

Lo spunto creativo di Vicari, e della sceneggiatura, si limita al volo di una bottiglia vuota, che scandisce il continuo avanti e indietro nel tempo dei vari testimoni di quella drammatica giornata di fine luglio 2001, un ticchettio sostenuto dal bel commento sonoro di Teho Teardo. Il resto è cronaca, cruda verità processuale, senza troppe novità per chi aveva seguito i fatti con una certa attenzione, ma assolutamente da mostrare in tempi in cui molti si limitano a guardare le figure. Disturbanti, dure, irreali. Ma, nonostante tutto, quasi come per pudore, paradossalmente anche un po' edulcorate rispetto alla realtà. Che chiedete alle vittime ancora una volta batte la finzione, anche quando, come in Diaz, è accuratamente messa in scena.
ven, 13 apr 2012
- articolo di Gabriele Guerra
Commenti
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Lalla18 aprile 2012, 12:40andrebbe classificato come film horror, uno dei più belli mai visti. Ma invece di dire come spesso capita "ispirato a..", dire proprio "è una storia vera in tutto e per tutto"!!
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