BIANCANEVE

Tarsem

BIANCANEVE

con Julia Roberts

Voto: 4/5

  • Condividi su Facebook
  • postalo su Buzz
  • condividi su FriendFeed
  • segnalalo su Ok Notizie

inviainvia a un amico

Il 2012 è l'anno delle favole. In particolare l'anno di Biancaneve. Due film, una serie TV e tanta voglia di "C'era una volta". L'universo intero invoca giustizia, amore e il lieto fine che le circostanze storiche sembrano negare. E allora cosa c'è di meglio di una vecchia fiaba, familiare, arcinota ma ancora capace di far sognare, per risollevare il morale? Tarsem Singh, per l'occasione semplicemente Tarsem, sposa la causa e la sua Biancaneve colpisce nel segno. Recuperando lo spirito della storia originale dei fratelli Grimm, rintracciando elementi dimenticati, prendendo a modello il cartoon Disney del 1934, e non solo per la visualizzazione, e aggiungendo qualche personale rilettura, elementi sociali e abbondanti dosi di humour, riesce nell'intento creando una fiaba contemporanea, accattivante ed esilarante. Che ha il suo punto di forza nella costruzione di un concetto moderno di eroe/eroina: forza, coraggio e (auto)ironia.

 

Biancaneve (Lily Collins) è una giovane donna con uno spiccato senso della giustizia e un gran cuore, che sfodera la spada e bacia, lei per prima, il principe. Quest'ultimo (Armie Hammer), nell'irresistibile equilibrio di classica bellezza e tenera goffaggine, ridefinisce il concetto di prince charming. I sette nani diventano invece i classici outsider, rinnegati dalla società per l'aspetto fisico, dediti al furto per vendetta. Ma soprattutto la malvagia regina, pronta a tutto pur di ottenere l'eterna giovinezza, è il ritratto delle debolezze della donna che non accetta lo scorrere del tempo, sottoponendosi a ogni tipo di tortura pur di impedire a una ruga di spuntare. E ha il volto e il sorriso di Julia Roberts, lo stesso, solare e contagioso, dei tempi di Pretty Woman, un'arma potente che dà nuova dimensione al concetto di cattivo. Tutto intorno una spettacolare produzione, ispirata ai grandi film d'animazione, con una scenografia che ricrea perfettamente l'incanto di luoghi fatati, la vibrante fotografia di Brendan Galvin che punta tutto sul colore e i costumi lussureggianti e iperbolici di Eiko Ishioka, una vera e propria delizia per gli occhi. E poi specchi liquidi, creature mostruose, magia nera, servitori maldestri, cortigiani pettegoli, una mela mai mangiata e un finale (a)tipico che porta dritto a Bollywood. Manca solo il cacciatore, ma quello si è preferito manovra astuta lasciarlo interamente alla concorrenza.

gio, 5 apr 2012 - articolo di Daniela Liucci

Tag: Julia Roberts  Movies  film  armie hammer

  • Condividi su Facebook
  • postalo su Buzz
  • condividi su FriendFeed
  • segnalalo su Ok Notizie

inviainvia a un amico

Commenti

Ancora nessun commento, vuoi essere il primo?

Lascia un commento

Inserisci il tuo commento. Per favore, sii educato.

Se sei registrato fai login per far apparire il commento a tuo nome, altrimenti inserisci nome e indirizzo email.


Segnala a un amico via email