MDNA

Madonna

MDNA

Boy Toy, Inc/ Live Nation / Universal

Voto: 3/5

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La potenza degli ultimi album di Madonna risiedeva in unintuizione che li rendeva facilmente intellegibili. Ognuno di questi dischi ruotava attorno a una precisa definizione sonora (che poi era anche unoculata scelta di marketing). Ray Of Light era il disco della svolta spirituale in salsa ambient; Music e American Life erano costruiti facendo cortocircuitare electro e acustico; Confessions On The Dancefloor era lalbum smaccatamente dance; il penultimo, discutibile, Hard Candy tentava di spostare le coordinate sonore in un paesaggio definito da ritmiche più hip-hop. Dove va a parare MDNA? Non si capisce bene. Forse a causa dellansia di riconfermarsi quale sovrana assoluta del pop a trecentosessanta gradi, Madonna si fa prendere la mano e non mette a fuoco una scelta stilistica precisa. Il nuovo album ha almeno cinque anime: quella generalista della musica unz-unz palesemente più cafonazza, quella che si lascia tentare da atmosfere da club più electro (la più riuscita, secondo chi scrive), quella cavalcata da un folle desiderio di apparire più contemporary-oriented (le collaborazioni con M.I.A. e Nicki Minaji) e che spesso si sposa con la frivolezza rétro delle siglette per majorette; quella delle power-ballad più pomiciose.

 

 

Girls Gone Wild

Intendiamoci subito: qui Madonna procede, senza troppi rischi e tanto meno finezza, sulla strada delle vecchie Sorry e Celebration. Ovvero tormentone da discoteca commerciale buono anche per le radio. Ma questo secondo singolo spinge ancor più sulla cafonaggine da autoscontro avvalendosi della produzione degli italianissimi Alle e Benni Benassi (guarda caso, questultimo aveva già prodotto un muscoloso remix di Celebration).

Gang Bang

Prima immersione nei territori di una electro molto oscura e sensuale. Potrebbe essere figlia dello stesso parto clandestino delle ultime produzioni di Britney Spears. La voce si innalza poco più di un sussurro mentre il ritmo incalza schioccando come una frusta nel più sublime dei party sado-maso. Forse il pezzo di MDNA.

Im Addicted

Si prosegue nella traversata dei roventi territori del dancefloor. Sembra strano dire che i due Benassi, qui insieme alla Demolition Crew, lavorano più di fioretto, ma è così. Lidea che propongono è un aggiornamento dellestetica di Moroder epoca Donna Summer. Diluvio di suoni electro che sul finale si trasformano in un sound che occhieggia al vecchio French Touch. Continuasse con questa cifra, il disco sarebbe un capolavoro.

Turn Up The Radio

Torna la vecchia Madonna, quella capace di scrivere piccoli anthem per radio e che ha conquistato lo scettro di regina del pop. Potrebbe essere un singolo perfetto. Lappeal house è palese e la melodia si ficca in testa sin dal primo ascolto. Anche qui il riferimento a certe atmosfere made in France è palese. Impossibile resistere. Almeno il battito del piede è garantito.

Give Me All Your Luvin (feat. Nicki Minaj & M.I.A.)

Il singolo che ha preceduto lalbum è stato un flop commerciale. Sarà colpa della poca credibilità del motivetto o della scansione di L-U-V-Madonna che ricorda un delirio adolescenziale di fronte al brufolo che guasterà la festa? A dare manforte le rime veloci di Nicki Minaji totalmente fuori luogo. Il disastro è dietro langolo.

Some Girls

Ma è davvero il buon vecchi Orbit, quello del suono liquido dellalbum Ray Of Light, a produrre questa specie di bibitone ipercalorico che mischia il sound di M.I.A., pericolose inflessioni electro da test per autoradio e liriche che recitano un elenco di luoghi comuni sulle ragazze, affermando anche, testuali parole, Some girls are not like me (Alcune ragazze non sono come me)? Ma Madonna ha smarrito il suo certificato di nascita?

Superstar

La notizia è che Lourdes, la figlia di Madonna, presta la sua voce su questo brano. A dire il vero, quasi non ce ne accorgiamo. Certo è che latmosfera generale del pezzo ben si adatta ai quindici anni della fanciulla. Una specie di True Blue post-Ray Of Light, con un ritornello un po demenziale che cerca di essere orecchiabile (Oh la la youre my superstar) e che invece cade in una pericolosissima leggerezza.

I Dont Give A (feat. Nicki Minaj)

Cè qualcosa di confuso in questo pezzo in cui, con un pizzico di quellautocompiacimento che le è proprio, Madonna confessa le difficoltà di essere una mamma-businesswoman-amante: i bassi sono pompati fino allo sfinimento, i suoni sono (volutamente?) pacchiani, gli ammortizzatori ritmici sembrano voler devastare le casse dello stereo. Metteteci poi il featuring di Niki Minaji e la ricetta è completa. Ma alla fine, proprio per questa sua sfacciata grandezza, la canzone diverte e funziona.

Im A Sinner

Orbit ritorna alla produzione per assecondare una delle ossessioni di Madonna: la canzone, ormai classica, in cui delineare il rapporto della popstar con la religione. Musicalmente è un gran pasticcio: psichedelia, una vaga atmosfera rétro, Ray Of Light, Beautiful Stranger e Amazing. Nota: Madonna canta come non avete mai sentito. Per fortuna.

Love Spent

Definitivo: il senso della misura non fa parte dellalbum. Il brano è un profluvio kitsch di banjo, archi campionati, un po di Hung Up e addirittura una terrificante spruzzata di fisarmonica balcanica. La prima parte si fa ascoltare più che ballare, ma dopo un fantastico bridge che sembra uno scampolo dellalbum Ray Of Light, la scansione ritmica diventa incalzante e rende irresistibile il pezzo.

Masterpiece

Vincitore di un Golden Globe quale colonna sonora del film W.O., ultima criticatissima fatica da regista di Madonna, il pezzo si colloca nel filone delle classiche ballate. Qui la Ciccone ammicca un po troppo al compiacimento calligrafico e a un certo sommesso struggimento.

Falling Free

Lapproccio alla ballata si fa più convincente in questa traccia che ha un sapore epico destrutturato in unatmosfera eterea. La melodia e la voce sono in primo piano e Orbit ci dà dentro con una produzione in bilico tra il sofisticato e il kitsch di certi suoni che rimandano a saghe e ballate tradizionali inglesi.

I F****d Up

Altra ossessione di Madonna, le ballate mid-tempo. Genere difficilissimo e pericoloso, che tuttavia qui le riesce bene. Il lavoro di produzione di Martin Solveig si concentra sullintreccio tra la ritmica lucida e gli archi. Ancora una volta, la Ciccone ammicca alla sovraesposizione della sua autobiografia e in questo pezzo non è difficile leggere chiare allusioni al matrimonio con Guy Ritchie.

Beautiful Killer

Madonna torna a fare quello che sa fare meglio: canzoni pop che parlino contemporaneamente e con la stessa forza alle radio e alle discoteche più commerciali, magari in una versione remixata. Il ritmo incalza senza dar tregua e qualcuno in giro già la paragona a certe atmosfere di Papa Dont Preach.

B-Day Song (feat. M.I.A.)

Vintage allo stato puro. Martin Solveig produce, M.I.A. ci mette lo zampino. E il risultato è una canzoncina che fa tremare le vene per la banalità nella sua aderenza a un modello anni Sessanta, proprio come fecero The All Seeing I quando su Baby One More Time, primo album di Britney Speras, produssero un esperimento talmente simile da far risultare un semi-plagio quello della trimurti Madonna-Solveig-M.I.A.

Best Friend

Niente di più ovvio di questo pezzo, che non lascia traccia alcuna. Potrebbe essere uno scarto di Katy Perry, se solo ne avesse la stessa pompa ritmica. O uno scampolo di uno dei primi dischi di una qualsiasi Britney Spears. Invece è Madonna al peggio delle sue possibilità.

Give Me All Your Luvin (feat. LMFAO & Nicki Minaj) [Party Rock Remix]

Se è possibile, anche la cafonaggine dei LMFAO su questo mix non raggiunge le loro consuete vette. Colpa del materiale originario su cui il duo lavora? Solito involgarimento dei suoni, solito andare a parare in una sovrabbondanza a base di poderose iniezioni di testosterone. Da dimenticare.

mar, 27 mar 2012 - articolo di Mauro Petruzziello

Tag: Nicki Minaj  M.I.A.  Madonna  Album  Cd

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Commenti

  • max
    max
    27 marzo 2012, 22:56
    Complimenti a chi scrive......un vero intenditore!!!!!! Ma che musica ascolta???? Il mio consiglio amichevole è di cambiare lavoro.....la terra necessita di manodopera!!!!

  • flavia
    flavia
    28 marzo 2012, 12:39
    Sono d'accordo con chi ha scritto la recensione. Secondo me Madonna è stata sempre un gradino sopra tutte le altre "rivali", sia per immaginazione che per scelte stilistiche. Ha anticipato le tendenze, ma adesso si è semplicemente limitata a seguirle. MDNA mi sembra un album vecchio già in partenza. Ed è pieno di cose già sentite. Per esempio se sovrapponete "The na na song" di Sheryl Crow e "Bodies" di Robbie WIlliams avrete "I don't give a". Da Madonna mi aspettavo decisamente di più.

  • Gabri
    Gabri
    26 aprile 2012, 16:07
    a me sta piacendo parecchio, un buon mix tra ballade e dance (con qualche richiamo ritmico anni '80)

  • meno
    meno
    7 maggio 2012, 14:51
    Senza dubbio la miglior recensione scritta da una persona non di parte. Madonna è sempre stata un passo avanti, e a questo giro il passo avanti lo ha fatto nella direzione sbagliata. Pessimo singolo di partenza e scelta da ogni punto di vista, commerciale, di immagine e di featuring. Un disco da dimenticare, e che ridere il fatto che ha pure cambiato casa discografica per avere piu credibilita... Ah beh!!!

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