Auditorium della Conciliazione - Roma

Ivano Fossati

Auditorium della Conciliazione - Roma

15 marzo 2012

Voto: 4/5

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Più che un concerto, un libro di viaggi in cui lautore, alla vigilia del ritorno a casa, decide di raccontare i posti visti, le persone e gli amori incontrati, le sensazioni ed emozioni annotate in anni di instancabile navigazione. È così che ci appare il lungo spettacolo che Ivano Fossati offre al pubblico romano, inverosimilmente pressato nella stiva di questo auditorium in cui sono state selvaggiamente aggiunte poltrone per consentire una maggiore capienza. Lintento autobiografico, lesigenza del racconto, è svelata sin dalliniziale Viaggiatori dOccidente. Capitano plenipotenziario di una ciurma di ottimi musicisti, Fossati si alterna tra chitarre e pianoforte, tentando di dare una virata più energica al suo suono pur mantenendo il prezioso lavoro di cesello che lo ha sempre contraddistinto.

 

È un susseguirsi di brani che ormai non ci insegnano più niente, visto che il loro autore è già entrato di diritto in quel pantheon dei migliori degli ultimi trentanni. E allora occorre solo abbandonarsi al piacere immenso dellascolto di questa musica leggera che tanto assomiglia alla grande letteratura. In fila ci sono momenti prescindibili, perché ammantati di una certa retorica inspiegabilmente spuntata in alcuni episodi dellultima produzione di Fossati (La decadenza, Ho sognato una strada, Cara democrazia), ma anche anzi, soprattutto brani che stendono per la loro lucidità e poesia (fra le altre, la ritrovata Stella benigna, una versione di inenarrabile bellezza di Lindbergh eseguita da solo al pianoforte, Carte da decifrare, linarrivabile Tutto questo futuro, Cè tempo, salutata dal pubblico con una standing ovation).

 

Cè spazio anche per i classici: La musica che gira intorno, E di nuovo cambio casa, Una notte in Italia e La costruzione di un amore. Ci sembra che il senso del viaggio alla ricerca di qualcosa di ineffabile venga timidamente mostrato nella metafora della piccolezza delle foglie de La pianta del tè, posta quasi a conclusione del concerto. Ma questa consapevolezza da lupo di mare ormai vecchio che si guarda indietro, prima dellannunciato ritiro, non vuole le lacrime che anticipano nostalgie. Non è il momento per la tristezza, sembra dire Fossati con lultimo pezzo in scaletta: oggi è ancora Buontempo.

lun, 19 mar 2012 - articolo di Mauro Petruzziello

Tag: LIVE  concerti  Ivano Fossati

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Commenti

  • guido de sanctis
    guido de sanctis
    19 marzo 2012, 22:15
    All'Auditorium di S. Cecilia ... noi c'eravamo ... serata stupenda, intensa, emozionante, Ivano e la band straordinari tutti e di più lui superbo e impagabile, perchè smettere ? ... non lasciare il tuo pubblico alle sole registrazioni, non lo meritiamo ! .... grazie ... di tutti questi anni di bella musica e di belle canzoni !

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