Martin Scorsese
HUGO CABRET

La Parigi degli anni Trenta come la disegnerebbe un fumettista. Il piccolo Hugo Cabret è rimasto solo, ed è anche il solo a prendersi cura degli orologi della Gare di Montparnasse. Ogni quadrante è la sua finestra sul cortile di un mondo lontano, che lo ha escluso ma allo stesso tempo continua ad affascinarlo, colorato e ricco di vita. C'è il fiume anonimo di instancabili viaggiatori, ma anche volti familiari, una fioraia, una guardia sempre a caccia di orfanelli, rigida come una protesi alla gamba (l'esilarante Sasha Baron Cohen), il severo e disilluso proprietario di un negozio di giocattoli e una bambina, Isabelle, forse sua figlia o nipote, assetata di vera avventura, per ora consumata solo a colpi di letture grazie alla compiacenza di un fantastico Christopher Lee bibliotecario.
Dopo dodici anni e gli ultimi quattro film, Martin Scorsese ha rinunciato all'icona Leonardo DiCaprio. D'altronde voleva un cast tutto all'inglese (unica eccezione Chloë Moretz, che ai provini ha ingannato tutti con perfetto accento british), come per preservare l'anima "europeista" della storia. Ma più che un attore è il suo 3D d'autore il protagonista di Hugo Cabret, spazio che riempie davvero gli occhi. Sbuffi e vapori di treni, valvole e pistoni, danze di fiocchi di neve, e soprattutto un girare di ingranaggi, meccanismi a molla, scandire di secondi. Tutto è meccanismo: il gioco delle citazioni, come l'Harold Lloyd sospeso a una lancetta, prima mostrato poi emulato da Hugo (nell'unica scena in realtà un po' forzata di tutto il film); una storia di arte e disillusione perfettamente (ri)costruita, sospesa tra passato e presente; un automa disegnatore che il bambino ha ereditato dal padre e che potrebbe essere la chiave di tutto. Il sogno stesso del cinema è meccanismo. E anche le persone, quelle ancora in cerca di un posto, a volte hanno solo bisogno di un ingranaggio mancante per rimettersi a funzionare con la puntualità di un orologio.
ven, 3 feb 2012
- articolo di Gabriele Guerra
Tag: film Movies Martin Scorsese
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