Tiziano Ferro
L'amore è una cosa semplice
EMI

Tiziano Ferro a trecentossessanta gradi è un po difficile da seguire. A chi gli rimproverava ununiformità compositiva, che negli ultimi album si era assestata sul lentaccio gonfio di pathos, il cantautore di Latina risponde con quello che è uno dei suoi dischi più attesi, il quinto, che dovrebbe sancire lo status di classico al suo autore. Un album che sfugge a ogni presa, pronto a cambiare direzione pezzo dopo pezzo. Lincipit, Hai delle isole negli occhi, rispolvera in versione aggiornata e più soft la metrica R&B degli esordi. Si controsterza subito con la title-track tronfia e zuccherina come un pezzo di Renato Zero. La fine, firmata da Nesli (no, tranquilli, non vi diciamo che è il fratello di Fabri Fibra) è il primo pezzo da maestro, che si fa strada con lincedere di un qualsiasi vecchio brano di Viola Valentino in versione rallentata. E poi si continua a scivolare nei territori delladult-oriented-pop allamericana: di nuovo lR&B di Interludio: 10.000 scuse, la bossa di TVM, lo swing di Quiero Vivir Con Vos. Ma si viaggia anche nel pop più pop che cè: il pezzo alla Miguel Bosè anni Ottanta Lultima notte al mondo, le aperture melodico-melense di Paura non ho, scritto da Irene Grandi, lautoindulgente Troppo buono. Per dovere di cronaca, visto che lo dicono tutti: questo è il disco di Tiziano Ferro innamorato e pacificato. E allo stesso tempo è il lavoro in cui lautore si guarda in giro un po incerto sul cammino da fare: restare idolo delle masse o diventare il George Michael italiano. Intanto il miracolo di canzoni che si appiccicano come chewing-gum gli è riuscito di nuovo. Ma se Lamore è una cosa semplice, la musica, a volte, è unimpresa più complessa.
lun, 12 dic 2011
- articolo di Mauro Petruzziello
Tag: Tiziano Ferro Cd Album
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