Roman Polanski
CARNAGE

Due coppie sposate, tre premi Oscar e un quarto grande attore come John C. Reilly, nel salotto di un dignitoso appartamento di New York. Un pomeriggio alle prese con uno spinoso problema che ha coinvolto i loro figli, uno aggressore, l'altro aggredito. Un regista, anch'egli premio Oscar, e una scrittrice, Yasmina Reza, che rivisitano un suo spettacolo teatrale, Le Dieu du Carnage, vale a dire il dio della carneficina, del massacro, della mattanza. E il sangue scorre copioso, ma metaforico, almeno dopo le botte tra i ragazzini, per meno di un'ora e venti, dando però vita a una densa, amara parabola sulla consistenza, l'evoluzione e l'impossibilità dei rapporti umani, da quelli con il prossimo sconosciuto, a quelli più intimi. L'inizio è tutto cordialità e formalismo, le buone norme della collaborazione, l'apertura all'altro, poi arrivano le distanze, la diffidenza, l'astio e l'incomunicabilità. Ma si ride, cinicamente. Si ride ai dialoghi sui minimi sistemi, un lavoro da rappresentante di sciacquoni, come asciugare un libro bagnato, il whisky, e si ride anche sui massimi, un lavoro come avvocato di una multinazionale criminale, l'Africa, il matrimonio, con alleanze quasi animalesche che si creano e si rompono in cinque minuti.
Proprio come in un atto unico prettamente teatrale, non ci sono ellissi di tempo e di spazio, tutto è condensato in pochi metri e pochi minuti. Ancora più difficile da dirigere con dinamismo per Polanski, che però non ha nessuna difficoltà a farlo, e da ravvivare e interpretare per gli attori, grandi soprattutto nei non detto a margine del campo. A Christoph Waltz sembra sempre mancare un berretto nazi, anche mentre parla al cellulare con un segretario (grazie ancora Tarantino per avercelo svelato), solo Jodie Foster forse esagera un po', sopra le righe, ma d'altronde ha anche i suoi buoni motivi. E in tanta claustrofobia di sentimenti, le uniche aperture all'universo esterno sono i bambini là fuori. Gente di tutta un'altra pasta.
mar, 20 set 2011
- articolo di Gabriele Guerra
Tag: film christoph waltz jodie foster Kate Winslet
Commenti
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Blondie28 settembre 2011, 08:50Ho trovato Waltz magistrale e il film che scorre senza mai perdere quella tensione che mi faceva pensare "cosa succederà adesso? Veramente da vedere...bellissimo! E i ragazzini? È vero, un universo a parte con le loro leggi e la loro ingenuità senza filtri....
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Vannikin28 settembre 2011, 14:25Semplicemente bellissimo
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