Heineken Jammin' Festival

Autodromo di Imola

10-11-12 giugno 2005

Voto: 4/5

Il generale è stanco, ma i 120mila accorsi a Imola per obbedire ai suoi ordini non lo sono affatto. Se la forza di un condottiero si misura con la fedeltà del suo esercito, allora Vasco può ancora conquistare città su città. Il rocker di Zocca si prende le sue pause, dà molto spazio a Solieri e agli altri compagni di palco, e come il simpatico direttore dorchestra di un immenso karaoke lascia che sia la sua folla a cantare per intero un paio di pezzi. Una folla un po bizzosa, se si pensa al trattamento riservato agli apripista della prima giornata dellHeineken Jammin Festival, tanto che si potrebbe proporre un monumento alla pazienza di Velvet e Le Vibrazioni.

 

E poi? Altri due giorni di rock multiforme e colorato, dautore o da cliché, ragionato o fracassone, insomma una goduria. Dagli outsider di lusso come I Am Kloot e Mercury Rev, forse troppo sofisticati per la dispersiva cornice di un festival, allo show adrenalinico e a tutto tondo dei Green Day, fino al trionfo di Billy Idol, tornato in sella dopo una lunga pausa e a cinquantanni suonati. Billy forse è lunico a buttare giù le barriere fra le diverse schiere di fan, a colpi di classici come Eyes Without A Face e Rebel Yell, e unapplaudita cover di Jump dei Van Halen. E se i R.E.M. regalano emozioni a manciate con lintensità di Michael Stipe e del loro repertorio, i Velvet Revolver si presentano invece come dei rocknrollers un po caricaturali, con Slash tanto immutabile da insinuare il dubbio che sia eterno, e Scott Weiland con un cappello da SS di pessimo gusto capace di infiammare i presenti soprattutto col revival Guns N Roses di Its So Easy e Mr. Brownstone.

 

Tutto finisce esattamente come era cominciato, con i cori per Vasco Rossi. Possibile? Certo, se i cori sono ironici e a cantarli è il popolo degli Oasis, inviperito per il forfait di Liam Gallagher dopo soli 45 minuti di esibizione, senza un sorry o una spiegazione (problemi di voce, pare). Per fortuna cè il fratellone maggiore Noel a tirare avanti la baracca, regalando forse i momenti più belli del concerto: Little By Little, Wonderwall in versione acustica, e Dont Look Back In Anger come gran finale. Che il pubblico però non voleva così prematuro.

ven, 24 giu 2005 - articolo di Gabriele Guerra

Tag: Heineken Jammin' Festival  Live  Vasco Rossi  Oasis

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