Erik Truffaz

Saloua

Blue Note

Voto: 2/5

Cè tutta una parte di mondo che sta in genere dallaltra parte nella musica di Truffaz. Lingue inventate, fonemi, grafia dellimmaginario e dellassurdo. Nellestetica musicale del trombettista, spesso accostato a Miles Davis per lammiccamento allelettronica e a Jon Hassell per la ricerca spasmodica dellastrattismo, è in atto una metamorfosi geografica. Lo scotto da pagare? Luso onomatopeico della cultura araba, condita da tamburi tunisini, i bendir, lanarchismo funky e hip hop dei groove digitali non trovano stabilità nel languido contrappunto delle note di Saloua. Truffaz inanella pezzi su pezzi con infinita pazienza, ma senza molta luce. Si fatica ad arrivare fino in fondo. E quando ci arrivi non sei sicuro di voler ricominciare daccapo.

ven, 10 giu 2005 - articolo di Federico Scoppio

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