Antony And The Johnsons
Swanlights
Secretly Canadian

Tutto fa pensare che quest’opera debba essere mastodontica: la feroce attenzione mediatica riservata a Antony Hegarty, il percorso di scavo e autoanalisi che l’artista affronta in pubblico con una consapevolezza maggiore disco dopo disco, la duplice versione – e la conseguente scelta a cui il fruitore è sottoposto – con cui il prodotto è venduto, cioè come “semplice” cd (o supporto digitale) o sotto forma di art book di 144 pagine con foto, disegni, collage e scritti dello stesso Antony e con allegato il cd. Impressionante. Pesante. A volte eccessivo. Eppure non è così. Swanlights, quarto album del ragazzone del Sussex trapiantato a New York, depista proprio per la sua natura composita. Un disco difficile, aspro, che poco si concede, in cui la forma-canzone è spesso frantumata. Dimenticate la dolorosa immediatezza di I’m A Bird Now. O l’ironia di certe cover eseguite dal nostro dal vivo (I Wanna Dance With Somebody di Whitney Houston o Crazy In Love di Beyoncé). La tensione qui è costante. Ma ascolto dopo ascolto ciò che emerge è che questa intensità senza via d’uscita è pur sempre un addensarsi di materiale gassoso, etereo, frammenti di un’atmosfera più che rarefatta in cui l’apparente pesantezza tende a disgregare anche una voce impegnativa quale quella di Hegarty. The Great White Ocean è una ninna nanna senza speranza, The Spirit Has Gone si mantiene sempre sul limite del pathos senza mai scivolare nel patetico, Flétta con Björk avrebbe potuto trovar posto in Volta, ultimo disco della cantante islandese. Un album che fa della pesantezza la sua leggerezza.
mer, 27 ott 2010
- articolo di Mauro Petruzziello
Tag: Cd Album Antony And The Johnsons
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