Anton Corbijn
THE AMERICAN

Dopo anni di ritratti, videoclip e due film tutti musicali — lo splendido Control su Ian Curtis e lo sperimentale Linear legato all'album No Line On The Horizon degli U2 — Anton Corbijn finalmente fa il salto nel cinema "normale", con tanto di grande star all'occhiello, George Clooney. Questi è semplicemente Jack, killer ed esperto d'armi da troppo tempo condannato all'incognito, che vorrebbe uscire dal giro e da una vita-deserto di affetti diventata insostenibile, non prima però di un'ultima missione. Esiliato dal suo capo in un paesino dell'Abruzzo — scelto dal coproduttore Clooney anche per ridare spinta alla regione terremotata — il nostro in realtà non fa molto per restare nell'ombra, stringendo amicizia con il parroco del paese (Paolo Bonacelli) e qualcosa di più con la prostituta Clara (Violante Placido).
Il thriller scorre via asciutto e rarefatto, la paranoia del protagonista si gonfia di attese e occhiate furtive, e i rari momenti di azione ovviamente non si aprono su highways o grattacieli, ma restano in bilico tra vicoletti e case di pietra. Se da una parte il ritmo e le fotografie, pardon, le inquadrature di Corbijn rendono merito all'ambientazione, il film perde parecchio mordente in alcuni passaggi poco logici del plot. Chissà se per Jack ci sarà tempo per redimersi e rifarsi una vita: quella che abbiamo vola via come il battito leggero di una farfalla.
ven, 10 set 2010
- articolo di Gabriele Guerra
Tag: Movies violante placido George Clooney Anton Corbijn
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