Gay Village - Roma

Boy George

Gay Village - Roma

2 settembre 2010

Voto: 4/5

Sono trascorsi ventitré anni dall’ultima volta che era passato per Roma. Era il 1987 e Boy George portava in tour Sold, il primo album solista. E lasciamo perdere tutte le volte in cui l’ex Culture Club aveva fatto disperatamente su e giù per l’Italia come dj, passando anche dalla capitale, perché erano quasi cinque lustri che Boy George non calcava i palcoscenici italiani facendo ciò che meglio sa fare: cantare. Ovvio che un lasso di tempo così ampio scava un fossato. Che nel caso di questo incredibile artista è stato riempito da tossicodipendenza, prigione, carriera allo sbando e performance incerte. Pochi, quindi, si aspettavano di trovare quello che hanno trovato. Ovvero un artista in grandissima forma che dà un calcio alla nostalgia e si getta a capofitto nell’inseguimento dell’unica figura a cui per tutta la sua carriera ha aspirato: la soul diva. Perché è venato di forti striature soul tutto il concerto, a partire dal primo pezzo, la cover dello spiritual Nobody Knows The Trouble I’ve Seen. “Nessuno sa quanti tormenti ho subito/ nessuno conosce il mio dolore”, canta a cappella. Ed è pura autobiografia, allo stesso tempo ironica e visceralmente autentica. Come se in un attimo arrivasse una dichiarazione di diritto alla privacy e quindi una stilettata a coloro che sono al concerto per vedere il mostro che ha incatenato un escort, il clown, il drogato triste. Tutto lo spettacolo è un inseguirsi di classici (Victims, Do You Really Want To Hurt Me, Church Of The Poison Mind, Karma Chameleon) e cover (Knockin’ On Heaven’s Door di Dylan, Get It On dei T-Rex, lo standard Blue Moon). La voce non è più il velluto di un tempo e l’età, gli stravizi e le sigarette le hanno conferito una gran potenza ma senza sfaccettature. Poco importa, perché a guadagnarne è la credibilità, che non manca mai. Conclusione con la cover di Always On My Mind di Elvis Presley. Tutti felici e contenti. E davvero con qualcosa da conservare nella memoria.

lun, 6 set 2010 - articolo di Mauro Petruzziello

Tag: Soul  Pop  LIVE  Boy George

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