Gary Moore
Ippodromo delle Capannelle - Roma
28 luglio 2010

Analizzare antropologicamente e anagraficamente il pubblico della serata è il punto di partenza ideale per descrivere la musica di Gary Moore. Signori attempati e un po’ fricchettoni – Gary è uno degli ultimi anelli della catena dei guitar hero – accanto a signori sobri e distinti – sicuri amanti della sua vena blues –, insieme a giovani in cerca di scosse telluriche e metal. Il chitarrista irlandese incarna ognuna di queste facce, senza tralasciare il sapore tradizionale delle danze reel con brani come Over The Hills And Far Away. Chi è accorso per godere le sfumature nere del blues è rimasto solo parzialmente soddisfatto, mentre i giovani in cerca di metal hanno fatto bingo. Ma se la direttiva della scuderia era di seppelire il resto della band sotto le scudisciate della Gibson Les Paul di Gary, il fonico l’ha presa così alla lettera da far sparire anche la voce del cantante. Un dettaglio non da poco, tanto da condizionare la fruibilità di quasi l’intero concerto. Certo, i chitarristi presenti hanno potuto gustare uno stile unico, rabbioso e aggressivo, eppure limpido e impeccabile. Sulla morbidezza delle ballad quali Still Got The Blues, svettano i picchi più alti del live, non a caso i rari momenti in cui gli equilibri sonori hanno reso giustizia a questo grande bluesman britannico.
photo credit © Sam Scott-Hunter
gio, 5 ago 2010
- articolo di Luca Cacciatore
Tag: Rock LIVE Gary Moore Blues
Commenti
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fabrizio26 agosto 2010, 09:26Il fonico lo stiamo ancora cercando,tutti avremmo voluto dirgli 2 paroline.Nonostante questo un bel concerto,anche per la scelta del repertorio che secondo me ha accontentato un pò tutti.Il giorno dopo non ho potuto fare a meno di rimettere sul piatto qualche vecchio vinile ( tipo il doppio dal vivo).
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