/\/\/\Y/\

M.I.A.

/\/\/\Y/\

Interscope

Voto: 4/5

“Lo sapete chi sono / quella che comanda in questo c***o di club”. Chi voleva M.I.A., al secolo Maya Arulpragasam, in preda a una crisi di nervi dopo il terremoto mediatico scatenato da un articolo del magazine del New York Times in cui si evidenziava e amplificava il contrasto tra la sua militanza a difesa delle minoranze oppresse e lo stile di vita borghese, dovrà fare marcia indietro. La sua risposta è un album che porta il suo nome, Maya, e che come lei è una coesistenza pacifica di elementi diversi tra loro e spesso discordanti e destabilizzanti: dance psichedelica, sound industrial mutuato dagli anni Settanta, techno ispirata a Bollywood, noise-pop, elettro-punk, metal-hip-hop e liriche al vetriolo che non fanno sconti a nessuno.

 

Rivendicando la sacrosanta libertà di pensiero dice la sua sugli effetti collaterali della tecnologia, del successo a tutti i costi, del fanatismo, e parla di sesso, droga, bombe umane, crimini con il sarcasmo wit tanto pungente da smascherare la latente falsità del politically correct. Basta ascoltare Lovealot, il racconto di una sorta di Giulietta e Romeo ai tempi dei kamikaze, o la crociata anti oppressione sociale di Born Free, per essere disorientati, confusi, scossi nel profondo e capire che, vita borghese o meno, il fuoco è sempre acceso. “Combatto quelli che mi combattono” promette M.I.A. con il piglio di chi sa di essere una forza della natura difficilmente domabile. E dovremmo saperlo: lei mantiene sempre le promesse.

mer, 21 lug 2010 - articolo di Daniela Liucci

Tag: Elettronica  Dance  Hip-hop  M.I.A.  Album  Cd

Commenti

Ancora nessun commento, vuoi essere il primo?

Lascia un commento

Inserisci il tuo commento. Per favore, sii educato.

Se sei registrato fai login per far apparire il commento a tuo nome, altrimenti inserisci nome e indirizzo email.


Segnala a un amico via email