Plastic Beach

Gorillaz

Plastic Beach

Emi

Voto: 3/5

Problema: che genere di musica è quello dei Gorillaz? Un mix disordinato con un’armatura hip hop, forti influenze electro, occasionali declinazioni etno (neanche per sogno su questo album considerare superflui gli inserti arabeggianti suonati dalla National Orchestra For Arabic Music), tentazioni soul (e qui c’è anche Bobby Womack), varie ed eventuali. Tutti i generi. O nessuno, per vocazione postmoderna. Come a dire che gli steccati sono definitivamente caduti trascinando via anche la forma-canzone. E d’altronde che genere avrebbe dovuto suonare e che canzoni avrebbe dovuto scrivere una band che non esiste, fatta solo di cartoon? Il gioco è intrigante. C’è un effetto sorpresa sull’esito delle ricerche di questi Gorillaz che sempre calamita le attenzioni. Bello fino a quando non diventa spocchioso. Plastic Beach è composto da sedici pezzi e inizia con le migliori intenzioni, farcito di idee e di prestigiosi featuring (fra gli altri, Snoop Dog, Lou Reed, De La Soul, Mark E. Smith dei Fall, Mos Def e, udite udite, nella title-track persino Mick Jones e Paul Simonon dei Clash). Fuochi d’artificio. Poi ci si abitua anche ai botti più forti. Il disco perde mordente. Sul finale arranca, incapace di tener fede a tutte le promesse. L’arietta da primi della classe un po’ indolenti a cui nessun compito può andar male alla lunga stanca. Fino ad allora, però, c’è da divertirsi. Soprattutto quando sembra di ascoltare i Röyksopp che suonano nel Bronx, culla dell’hip hop.

 

Il video di Stylo

gio, 11 mar 2010 - articolo di Mauro Petruzziello

Tag: Elettronica  Hip-hop  Gorillaz  Album  Cd  World  Clash  Lou Reed  Snoop Dogg  Damon Albarn

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