Joanna Newsom
Have One On Me
Drag City

Parte geisha, parte damigella medievale, parte artista concettuale, parte folksinger ricca d'immaginazione: a Joanna Newsom piacciono molto gli esperimenti. E Have One On Me ne contiene parecchi. Due ore di musica semplice ma visionaria, libera da confini e costrizioni, spalmata in tre dischi ricchi di ballad poetiche, ambiziose e accattivanti che raccontano l'amore nelle parabole ascendenti e discendenti, nelle sue varie sfaccettature. Che lo si voglia chiamare folk d'avanguardia o pop barocco, il nuovo corso sonoro della Newsom è frutto di un viaggio in cui i concetti di tempo e luogo si dilatano, sfilando lungo un sentiero che segue l'umore e l'ispirazione. La sua fedele arpa si lascia corteggiare da battiti di mani e chitarre elettriche (Baby Birch) e sedurre da strumenti di tradizioni lontane (l'Africa di Go Long e il Giappone di No Provenance), il pianoforte stempera l'eterea algidità con il calore del folklore americano (Good Intentions Paving Company), sciogliendosi in un teatrale country-blues (Soft As Chalk). E la voce riesce a oscillare tra testa e cuore, tra amore per l'estetica e tormenti dell'anima, restituendo sincerità ed emotività. Seguirla è un'esperienza affascinante, ma alla lunga si corre il rischio di perdersi, finendo inevitabilmente per cercare un angolo protetto in cui fare una meritata pausa.
mar, 2 mar 2010
- articolo di Daniela Liucci
Tag: Folk Songwriting Joanna Newsom Cd Album
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