Midlake
The Courage Of Others
Bella Union

C’è una sorta di bucolica pacificazione, di serenità crepuscolare, una distanza di un solo passo dalla malinconia, nella musica dei Midlake. Un suono che ricorda la freschezza degli America e l’impasto di Crosby, Stills, Nash & Young. Una volontà di essere solamente folk in un’epoca che al termine folk antepone necessariamente la parola "alternative". Come a dire con chiarezza: ecco, noi siamo così e queste sono le nostre geografie sentimentali. Chiamateli pure reazionari questi texani, ma la loro musica non ha significati nascosti, non cerca di intercettare il cervello ma il cuore, parlando spesso una lingua polverosa e meravigliosamente vintage. Dov’è allora che The Courage Of Others non mantiene la promessa del precedente The Trials Of Van Occupanther, che aveva fatto gridare al miracolo? Questo terzo album della band di Denton manca di mordente. Tutte le canzoni nascono per essere bellissime e poi perdono tensione, collassando su se stesse. Ed è forse questa sfacciata intenzione di piacere, difetto che i pezzi dei Midlake hanno sempre avuto, a far deflagrare un disco che, oltretutto, soffre di una forte uniformità compositiva. Manca un pizzico di audacia? Forse. Per questa volta i cinque candidamente passano la mano (ma a chi, poi, in questa desolazione?) e riconoscono The Courage Of Others, il coraggio degli altri.
gio, 18 feb 2010
- articolo di Mauro Petruzziello
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