AMABILI RESTI

Peter Jackson

AMABILI RESTI

Voto: 3/5

Dopo le mille battaglie incantate di draghi, maghi, elfi e King Kong, Peter Jackson rivolge lo sguardo alla tranquilla provincia americana del 1973, e al viale alberato tutto casette a schiera in cui abita la perfetta famiglia Salmon. Una commedia, un tenero racconto di amori giovanili, un "come eravamo" vintage? Non proprio. La piccola Susie, 14 anni, viene rapita da un maniaco e uccisa. Un thriller, dunque? Sì e no.

 

Non sia mai detto che Jackson — grande artigiano del make-up splatter prima, pioniere della computer grafica pre-Avatar poi — rinunci all'elemento fantastico: Susie non muore e basta, resta sospesa in un limbo coloratissimo, un paese della cuccagna pronto però a virare verso tinte scure quando ritorna l'angoscia per le vicende terrene. Da questo "cielo" inventato da Alice Sebold, l'autrice del libro The Lovely Bones da cui il film è tratto, la ragazzina può infatti ancora affacciarsi alla vita dell'aldiqua, seguire il lutto e la disgregazione della sua famiglia (che nonna Susan Sarandon cerca di tenere unita), le malefatte del suo killer ancora impunito e insospettabile, e comunicare labilmente con il padre, un disperato Mark Wahlberg, alimentando una vana sete di vendetta.

 

Putroppo i due piani paralleli di Amabili resti, il reale e l'onirico, sono difficili da far convivere, sia a livello narrativo che filmico, e infatti non si amalgamano quasi mai. Cosicché risulta splendida la parte del thriller, con l'uso magnifico dei suoni e dei silenzi, la suspense, l'interpretazione dell'assassino Stanley Tucci (resosi irriconoscibile proprio per calarsi in una parte odiosa), tanto quanto monotona, a tratti kitsch, la parte ipersatura e zuccherosa del limbo (senza nulla togliere alla bravissima Saoirse Ronan), con tanto di debole trovata stile Ghost per rimettere in contatto Susie e il mondo reale. Un tale peccato da far sperare in un saggio "Jackson's Cut", di sintesi e non extended, quando uscirà il dvd.

 

 Il trailer italiano di Amabili resti

 

ven, 12 feb 2010 - articolo di Gabriele Guerra

Tag: Movies  Mark Wahlberg  Peter Jackson

Commenti

  • theriflex
    theriflex
    12 febbraio 2010, 21:49
    KITSCH è la parola giusta, giustissima. Da molte parti ho letto NEW AGE, e va bene anche quella..... E se fossero dei grandi affreschi "new kitsch"?? :) Un vero peccato per un film che comunque ha tanti pregi

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