Peter Gabriel
Scratch My Back
Real World/Virgin

Nel mare di lentezza che il nuovo album impone all’ascoltatore, affiorano alla mente certi svincoli essenziali della carriera di Peter Gabriel: istrionico leader dei Genesis nel loro periodo progressive, pioniere della ricerca musicale da solista, genitore premuroso del concetto di world music, abitante dei territori di confine tra musica e scienza grazie a riflessioni sul senso del suono, performer dalle eccezionali qualità e vocalist spesso eccelso. Riassumendo: con ogni passo in avanti nel suo percorso, Gabriel va a collocarsi una spanna avanti a tutti gli altri colleghi. Anche questo complesso e ostico Scratch My Back, disco di cover, diventa lezione di stile. Innanzitutto per la scelta del materiale, del tutto sui generis: si va da My Body Is A Cage degli Arcade Fire fino a Après Moi di Regina Spektor, passando per il misconosciuto Lou Reed di The Power Of Love a Mirrorball degli Elbow. A questa libertà assoluta corrisponde invece una forma ben precisa: ogni cover è realizzata con l’orchestra e senza chitarre e batteria, quindi con un forte attitudine classicheggiante. Di fatto, un disco che nasce libero, ma che rimane imprigionato in una struttura rigida che non sempre funziona: The Boy In The Bubble di Paul Simon, privata del suo aspetto world, mette in luce un cuore melodico mozzafiato, Flume di Bon Iver abbandona la sua aria alt-country tingendosi di un pathos senza precedenti, ma Heroes di Bowie perde quella tensione allo stesso tempo epica e dimessa che è il suo punto di forza, e Street Spirit dei Radiohead è un lamento trascinato. Seguendo il modo di dire inglese, al disco di cover Scratch My Back (“grattatemi la schiena”) farà seguito un disco, I’ll Scratch Yours (“io gratterò le vostre”), in cui quasi tutti gli artisti coverizzati (solo Bowie non ha accettato) a loro volta realizzeranno cover di pezzi di Peter Gabriel.
Il making of dell'album Scratch My Back
ven, 12 feb 2010
- articolo di Mauro Petruzziello
Tag: Peter Gabriel Cd Album Pop Orchestrale David Bowie Radiohead Lou Reed Elbow Arcade Fire
Commenti
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marina14 ottobre 2010, 11:17...finalmente qualcuno che non lo definisce "l''ex cantante dei Genesis"!!! questo "istrionico leader dei Genesis nel loro periodo progressive" mi sembra molto più appropriato....
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