Auditorium Parco della Musica - Roma

Carmen Consoli

Auditorium Parco della Musica - Roma

1-3 febbraio 2010

Voto: 4/5

È indubbio che Carmen Consoli abbia un gusto solido e un innegabile talento nella scelta degli archetipi femminili attorno ai quali far ruotare la sua poetica. Recentemente si è riferita alla mitologia greca intitolando Elettra l’ultimo album e suggerendo così possibili percorsi di lettura critica del suo lavoro (in molta psicanalisi, Elettra è per le donne quel che Edipo è per gli uomini). Ma nel momento in cui bisogna approcciare ai due concerti romani con cui l’artista catanese ha aperto il suo nuovo tour, viene più facile pensare a un’altra figura a cui la Consoli aveva dedicato il suo precedente disco Eva contro Eva. Ed è proprio sulla contrapposizione di una stessa identità che si basano i due concerti.

 

Il primo, Ventunodieciduemilatrenta, nasce come progetto elettrico (anche se ampiamente propagandato come elettronico), in cui l’artista catanese suona per la prima volta il basso (strumento che un tantino la imbalsama) in una scarna formazione comprendente Santi Pulvirenti alle chitarre, Andrea Pesce alle tastiere e moog e Leif Searcy alla batteria; il secondo, appunto Elettra, insieme a una formazione di otto elementi, più incentrato su un piglio soft e etnicheggiante. Due concerti speculari, due idee di suono differenti, due scalette totalmente diverse, per un’unica artista che dimostra ancora una volta quanto il suo percorso di crescita sia inarrestabile.

 

Ventunodieciduemilatrenta Tour — 1 febbraio

Il concerto elettrico va a ripescare prevalentemente vecchi brani, spesso non eseguiti da anni e riarrangiati da Andrea Pesce in maniera straordinaria e con un leggero tocco psichedelico. Il pubblico, rigorosamente in piedi nello spazio del Teatro Studio, vede sfrecciare all’inizio la versione francese di Bambina impertinente velocemente seguita da Matilde, Mio zio e da un successivo lavoro di scavo nel passato (Un sorso in più, Lingua a sonagli, Due parole, Blunotte) accostato a Komm Wieder, brano scritto per la colonna sonora de L’uomo che ama di Maria Sole Tognazzi, e alla cover di Devil’s Roof delle Throwing Muses. L’intento elettrico è inevitabilmente tradito dal processo di maturazione della Consoli, che ormai può solo recuperare e non rivivere la grinta degli esordi, ora piacevolmente superata da una più completa attitudine da musicista a tutto tondo.

 

Elettra Tour — 3 febbraio

Il concerto dalla dimensione più teatrale, col pubblico che riempie fino all’inverosimile ogni singola poltrona della prestigiosa Sala Santa Cecilia, mostra fino in fondo la lucidità del pensiero musicale di questa artista ormai matura e padrona di una scrittura interessante e profonda. Prevalentemente incentrato sui brani del nuovo, ottimo disco, lo show offre la versione definitiva di una cantante sempre più votata a un ruolo di chanteuse raffinata, capace di scegliere arrangiamenti intelligenti e meticolosi che danno una luce più meditabonda anche all’aggressiva Geisha e mettono a nudo la struttura compositiva di brani come i vecchi Il sorriso di Atlantide, Parole di burro e Contessa miseria, eseguiti solo voce e chitarra. Chiude una cover de La notte di Adamo.

 

Rimane impigliato nel pensiero qualche piccolo dubbio: perché insistere tanto con battute e continui riferimenti a una sicilianità bozzettistica, e perché costringere i fan completisti a una doppia spesa per acquistare biglietti per due concerti, pur così diversi fra loro? Ma soprattutto, a restare impressa a fuoco nella memoria è l’immagine chiarissima di una consacrazione definitiva.

lun, 8 feb 2010 - articolo di Mauro Petruzziello

Tag: Carmen Consoli  Live

Commenti

  • theriflex
    theriflex
    11 febbraio 2010, 12:05
    in effetti laddove ci sarà la doppia data, in pratica ti obbliga a comprare due spettacoli invece di uno (e doppio incasso). Si fosse inventata un nuovo standard per i tour? Furbetta...

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