Sade
Soldier Of Love
Sony Bmg

“Faccio un disco solo quando ho qualcosa da dire. Non sono interessata a pubblicare la mia musica solo per vendere”. La signora Adu non ama andare veloce. Come tutte le donne di gran classe sceglie un approccio alla vita e alla professione molto slow: 5 album in 25 anni di carriera, quasi un record. Il tempo, tuttavia, sembra non toccarla affatto. Come sembra non toccare il suo slow-soul dal sapore esotico, profumato di funk leggero e morbido r'n'b a seconda dell'umore. Soldier Of Love ritrova Sade, o meglio gli Sade (perché dietro quel nome ci sono anche Paul Spencer Denman, Andrew Hale e Stuart Matthewman), dove ci avevano lasciato, intenti a meditare sulla fine di un amore, traendo lezioni di vita dal dolore, senza indulgervi o rimanersene in un angolo a leccarsi le ferite, e imparando a sopravvivere. Anche stavolta quel suono vellutato e sottilmente algido è la panacea al mal d'amore, l'antidolorifico che coccola e rimette in piedi. Tra tradimenti e delusioni (The Moon And The Sky) sul solito dialogo tra riff di chitarra e basso, amori e guerre (Soldier Of Love), ricordi di giorni felici che scorrono sui tasti del pianoforte (Morning Bird), lievi ammiccamenti funk (Skin) e azzardate speranze country-blues (Be That Easy), risplendono guizzi di salvifico ottimismo (Long Hard Road). Tutto andrà bene. E gli Sade, lei e la band, sono tanto rassicuranti da farcelo credere.
il videoclip di Soldier Of Love di Sade
gio, 4 feb 2010
Commenti
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bamboo6 febbraio 2010, 13:13cancella commentoma come "gli Sade"?! Ma a chi volete farlo credere! Sade è una e sola. Nonostante la band! Meglio quando 'ste recensioni le fa la Bognanni!!!! :)))
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Che sia Sade, o GLI Sade, sempre una lagna è...
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