Hot Chip
One Life Stand
Parlophone

Chi si ricorda il giro di Over And Over, successo mediatico del 2006 che, grazie anche a un video leggero, coloratissimo e ironico, proiettava gli Hot Chip nella scena mainstream due anni dopo aver dato alla luce l’esordio su lunga distanza? L’ingrediente segreto della formazione londinese sono sempre stati i ritornelli semplici che colpiscono l’immaginario collettivo e rimangono impressi a lungo. A sei anni e tre dischi di distanza dall’opera prima, Alexis Taylor e soci hanno perfezionato lo stile, e One Life Stand testimonia la crescita della band e la voglia di spingersi oltre i canoni del tormentone fine a se stesso. I dieci episodi dell’album, che gravitano intorno alle tendenze musicali più disparate rendendo di fatto il suono del quintetto inglese un frullato di funky, soul, R&B, elettronica e house, sembrano distanti tra loro al punto da non poter coesistere all’interno di un’unica scaletta; eppure alla fine si ha la sensazione che sì, ci sta che dopo Slush, un brano praticamente gospel, parta Alley Cats, un pezzo che pare uscire dal cappello a cilindro dei Röyksopp. Tra melodie romantiche quanto malinconiche, ritmi pulsanti e ritornelli ipnotici, One Life Stand si incarica di riconfermare gli Hot Chip nella lista delle band da non perdere di vista.
::: live in Italia :::
18 marzo 2010 — Magazzini Generali, Milano
mer, 3 feb 2010
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