Antony And The Johnsons

Auditorium, Roma

3 maggio 2005

Voto: 4/5

Della malinconia da circo in disuso, che fa capolino dai suoi dischi, non cè nemmeno lombra e laria di chi è uscito con le ali spezzate da un carnevale è sostituita da una vitalità consapevole. Gli occhi sono tutti su Antony, seduto al piano sulla sinistra del palco. I quattro Johnsons puntellano il suo talento debordante con una presenza familiare e discreta. Antony raggiunge picchi di drammaticità: canzoni che parlano di unanima femminile schiacciata in un corpo maschile, la sublime cover di The Guest di Leonard Cohen e di Candy Says dei Velvet Underground. E subito dopo si getta in abissi di ironia: la storiella del fidanzato romano, un vibrante accenno di I Wanna Dance With Somebody di Whitney Houston, la leziosa nonchalance con cui giustifica una stonatura. Straordinario.

ven, 13 mag 2005 - articolo di Mauro Petruzziello

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