Get Well Soon
Vexations
Cityslang

Kostantin Gropper, il musicista tedesco che sta dietro all’intero progetto Get Well Soon, è una di quelle persone con cui andare a cena può assumere i contorni di un esercizio mortificante, perché vi inibirà rivelandosi un intellettuale onnivoro, o, al contrario, rivelarsi un piacere sublime poiché sarà piacevolissimo aggirarsi nei meandri di una mente così eclettica. Prendete, ad esempio, questo suo secondo lavoro su lunga durata, Vexations. Nelle intenzioni del compositore c’era l’idea di costruire un concept album attorno allo stato di calma che si prova nel momento in cui si riescono a gestire le contrarietà della vita. Fin qui, chapeau per la complessità del tema. Ma l’immaginario da cui Gropper attinge ispirazione e i suoi riferimenti letterari e iconografici sono stratosferici. Innanzi tutto il disco prende il nome da una composizione di Satie che fa da cardine ispirativo su cui sono costruite le melodie. E poi sorprendono i testi, che mettono in campo il Manifesto di Marx, il suicidio di Seneca, le teorie di Elisabeth Kübler Ross a proposito delle cinque fasi dell’elaborazione del lutto, che Gropper imbastardisce con l’iconografia delle sette spade che trafiggono il cuore della Madonna Addolorata, la storia di Roma incendiata da Nerone e di Mosca data alle fiamme al tempo di Napoleone, il Moby Dick di Melville. A fare da collante è un’attitudine tardoromantica in salsa indie-pop che a tratti si trasforma in una vischiosa melassa. Non tutto è allo stesso livello, ma quando arriva la canzone giusta (Seneca’s Silence, We Are Free, Angry Young Man) c’è da sognare. La cena di cui sopra è servita. Sta a voi accettare l’invito o meno.
::: live in Italia :::
30 marzo 2010 Ravenna — Bronson
31 marzo 2010 Milano — La Casa 139
01 aprile 2010 Torino — Spazio 211
ven, 29 gen 2010
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