Of The Blue Colour Of The Sky

OK Go

Of The Blue Colour Of The Sky

Capitol

Voto: 4/5

Quartetto curioso, quello di Damian Kulash Jr. e soci, che dopo essere salito alla ribalta con una manciata di videoclip bizzarri quanto geniali ha trovato ispirazione nell’artista conosciuto come Prince (ascoltare WTF?, Skyscrapers e White Knuckles per credere), lasciandosi bagnare da una pioggia color porpora. Of The Blue Colour Of The Sky è, naturalmente, molto più di questo. Innanzitutto rappresenta il nuovo sguardo (verso l’interno) di una band che sa afferrare l’attimo – che sia YouTube, MySpace, la cover di un brano dei Pixies o la partecipazione a una commedia come I Love You, Man – per poi andare avanti, magari esplorando nuove soluzioni sonore. Sebbene l’esaltazione degli OK Go per la pista da ballo non si sia esaurita, l’architettura dei brani danzerecci suggerisce un lavoro molto più serioso laddove, all’apparenza, dell’autoironia non c’è quasi più traccia. Ricercata nei suoni e nelle nuance, l’opera terza della band di Chicago prende il titolo dal saggio The Influence Of The Blue Ray Of The Sunlight And Of The Blue Color Of The Sky per approfondire alcuni degli aspetti naturalistici presi in esame da A. J. Pleasonton nel 1876. Perché chi l’ha detto che dopo una partenza sbarazzina non si possa diventare concettuali?

 

 

::: ascolto integrale su MySpace :::

 

il videoclip degli OK Go This Too Shall Pass, pubblicato su Vimeo.

 

(la EMI ha vietato l'embed dei video dei suoi artisti su YouTube, nonostante la band con il precedente Here It Goes Again — il video dei tapis roulant — sia giunta alla cifra record di 50 milioni di visualizzazioni; Damian Kulash si è poi scusato con i fan con un video su YouTube, stavolta embeddabile)

 

 

gio, 28 gen 2010

Commenti

Ancora nessun commento, vuoi essere il primo?

Lascia un commento

Per poter commentare occorre essere registrati. Se non lo hai ancora fatto registrati, altrimenti fai login.


Segnala a un amico via email