articolo di
Mauro Petruzziello
tag
Pet Shop Boys, Arcade Fire, Alternative, Pop, Album, Owen Pallett, Cd
Owen Pallett
Heartland
Domino

Per capire chi è questo oscuro signore che risponde al nome di Owen Pallett (ma che ha fatto uscire i primi due album con il moniker Final Fantasy) occorre spulciare ben bene i credits di alcuni degli album di cui più si è parlato negli ultimi cinque anni: Neon Bible degli Arcade Fire, Yellow House dei Grizzly Bear, The Age Of The Understatement di The Last Shadow Puppet, The Flying Club Cup dei Beirut e, perché no, Yes dei Pet Shop Boys. In tutti questi dischi gli arrangiamenti degli archi sono stati curati, appunto, da Pallett. Ovvio aspettarsi in Heartland un suono che faccia perno su aperture orchestrali. E infatti il terzo lavoro del compositore e violinista canadese è esattamente quanto ci si attende in termini pop da un musicista che vanta tale curriculum. Nessuna sorpresa, quindi, nel trovarsi nelle orecchie un muro sonoro fatto di arrangiamenti barocchi, che saturano qualsiasi idea melodica, perdono il senso della misura, affogano anche quelle che, nelle intenzioni, sono gran belle canzoni (Keep The Dog Quiet, Oh Heartland, Up Yours!). La voce esile è sepolta in un rincorrersi isterizzante di archi, leghi, ottoni. La volontà di dare sfoggio della perizia compositiva diviene sovradosaggio di intenzioni. Come si suol dire, molto rumore per nulla.
mer, 27 gen 2010
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